Capitolo 2

Il mattino cedette il posto al pomeriggio e a un imponente tramonto; quando la luna e le stelle brillarono in cielo, Nemo e Philip salutarono Carla, agitando le braccia mentre si faceva sempre più piccola nella sua barca a motore. «Rientriamo, fa freddo» disse Philip, stringendo le braccia al petto e incurvando le spalle, gli occhi fissi al cielo. «Arrivo subito» rispose Nemo mentre scrutava l’orizzonte.

I suoi occhi avevano analizzato ogni centimetro di quel luogo che conosceva come il palmo della sua mano e che sentiva ancora molto vicino, come se fosse andata via da lì solo il giorno prima. In cuor suo, sperava di sentir gridare il suo nome da lontano, di strizzare gli occhi e individuare un punto in movimento, un braccio sventolare, il volto del padre che la chiamava disperato ma felice di essere finalmente tornato a casa.

Al secondo richiamo di Philip, che la fece trasalire e tornare alla realtà, diede un ultimo sguardo allo specchio d’acqua e alle onde che si muovevano dolcemente, come se stessero accarezzando l’aria, e raggiunse lo zio all’interno del faro.

«Ci vediamo al solito posto?»
«Uhm, che ne dici di arrivare direttamente in aeroplano?»
«L’ultima volta mi sono ritrovato dietro e tu eri alla guida. La realtà è fatta di alti e bassi, e lo accetto, ma lascia stare i miei sogni, intesi?» disse mostrando un sorriso che presto diventò una dolce espressione di rimprovero, le mani sui fianchi.
«Ok, ok, come vuoi tu. Ma devi ammettere che è stato divertente quella volta!»
«Nemo…» disse mentre raggiungeva la soglia, poi si voltò. «Dormi, ti raggiungo a breve» e alzò il dito indice, mostrando il filo rosso stretto attorno. Nemo fece lo stesso, poi si voltò verso la finestra. Trasse un lungo sospiro e chiuse gli occhi. Slumberland, sto arrivando!

Lo scenario che si ritrovarono davanti Nemo e Philip li lasciò trasecolati. Le labbra tremavano, gli occhi si spostavano da un punto a un altro, a intermittenza. Nemo portò le mani alla bocca e si lasciò scappare una lacrima. Philip, ora Flip, non ballava né borbottava le sue solite battute. Davanti a loro, Slumberland stava lentamente collassando. 

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