La mia “full immersion” al Book Pride

Book Pride Evento Nazionale Editoria Indipendente

Ti racconto la mia “full immersion” giornaliera all’evento editoriale milanese 

Milano mi agita sempre. L’ho vissuta per anni sotto l’aspetto lavorativo e ho sempre trovato seccante scrollarmi di dosso la frenesia di quella città al rientro a casa. La sera prima della partenza ero tentata di rimandare il viaggio, ma il richiamo dei libri è stato più forte. Ho studiato il percorso nei minimi dettagli per anticipare eventuali contrattempi e, con mio stupore, tutto è andato alla grande e oltre ogni mia aspettativa.

 

Cos’è il Book Pride?

Questo evento nasce nel 2015 grazie a Odei, osservatorio degli editori indipendenti, con l’intento di mettere al primo posto l’editoria indipendente italiana;  una splendida iniziativa, questo è certo! La 7°edizione prende posto al Superstudio Maxi in via Moncucco, una ex fabbrica siderurgica trasformata in una location sostenibile. Moltitudini è il tema dell’evento, perché ogni libro racchiude un mondo. Quattro sono le macro aree relative alla suddivisione degli eventi: Alleanze, Prossimità, Vivere tutto da tutti i lati, Dediche. Con oltre 200 editori espositori, il Book Pride ha dato voce a tutta l’editoria indipendente e organizzato diversi incontri con figure note o emergenti; vive nel presente o nei nostri ricordi; come Pier Paolo Pasolini, nel centenario della nascita o Davide Toffolo, fumettista e musicista del gruppo indie dei Tre Allegri Ragazzi Morti. Suddivisi in asettiche aree, ogni casa editrice ha arricchito lo spazio con la propria collezione di libri, riviste e persino oggettistica a tema “libro”, cui era difficile resistere. Al lato opposto dell’ingresso, invece, si trovavano le varie sale per assistere agli incontri, dai nomi singolari come George Orwell, Agatha Christie, Lewis Carroll; e ancora Elsa Morante o Pablo Neruda.

La mia full immersion

Il primo incontro cui ho preso parte è stata una dedica alla scrittrice, attivista, femminista statunitense, e ancora, intellettuale nera e ribelle, bell hooks [scritto volontariamente in minuscolo da lei stessa, è lo pseudonimo di Gloria Jean Watkins] scomparsa lo scorso dicembre 2021.

Cinque scrittrici hanno raccontato l’influenza e l’impatto che questo personaggio ha avuto nelle loro vite e come leggere le sue opere abbia trasformato la loro idea di femminismo, scrittura, insegnamento e lotta.

Sono poi corsa alla sala Sibilla Aleramo per assistere alla discussione del testo Argomentare è diabolico di Roberta Covelli: giurista, collaboratrice di Fanpage e Valigia Blu. I social come forma privilegiata di comunicazione e scambio di idee da un lato, un’arma a doppio taglio dall’altra. Sono emerse interessanti esempi di come ogni conversazione sia analizzabile in termini di valore quanto di tossicità.

L’incontro che più mi interessava, però, iniziava alle 17:30 e così, dopo aver seguito i primi incontri come da programma, ho iniziato il mio “tour” tra i vari stand alla ricerca del mio Santo Graal: le raccolte di racconti.

Ogni stand era una vera tentazione. Mi sentivo come una bambina al banco dei dolciumi con una misera paghetta, un chiaro monito per ricordarmi di non comprare libri; cosa che mi ero ripromessa di non fare. Secondo voi ho resistito? Se sei curioso di scoprirlo subito, clicca qui.

 

Molte case editrici le avevo già conosciute al precedente evento editoriale Testo a Firenze, ma ne ho scoperte anche di nuove. L’atmosfera da “classica fiera” non rendeva giustizia agli espositori, ma è stato piacevole consultare la quarta di copertina di alcuni libri che ho in lista da qualche tempo. Ho persino trovato un testo che mi incuriosiva leggere da tempo [scoprilo qui] ma ho resistito all’acquisto pensando alla pila di libri da leggere che mi guarda ogni volta in tralice, con aria perplessa, dalla mensola del salotto.

Da amante dei racconti, giravo di stand in stand alla ricerca di raccolte. Mi sentivo come Terminator: analizzavo ogni copertina per trovare il libro più interessante e quando accadeva, mi fermavo a sfogliarlo.

Leggevo la storia dell’autore, la quarta di copertina, l’interno dell’aletta, poi qualche riga di una pagina aperta a caso. Ero proprio contenta di essere lì, era un’occasione per conoscere libri nuovi ma anche persone, e così è stato.

Ho conosciuto Raffaella Polverini [editore, autrice ed esperta di laboratori creativi] della casa editrice Al3vie che mi ha fornito informazioni su una raccolta di racconti di Kate Chopin, scrittrice e femminista del periodo Fin de Siècle che, nemmeno a farlo apposta, era parte degli studi che stavo portando avanti sulle radici del racconto tramite il corso di Osservatorio Cattedrale

 

È stato piacevole il modo in cui ha presentato quello che non era solo un libro per lei, ma il risultato di studi e approfondimenti della figura di Chopin, portati avanti in particolare da Anna Maria Farabbi che scrive anche un saggio all’interno della raccolta. Ho percepito la passione dalle sue parole ma sono rimasta fedele alla mia promessa, niente acquisti!

E per resistere, l’unica soluzione era fuggire. Vista la bella giornata mi sono seduta su una grande aiuola al di fuori dell’edificio e la scrittrice americana Grace Paley mi ha tenuto impegnata con alcuni suoi racconti finché non ho preso un caffè e lì è avvenuto un bizzarro incontro.

Mentre  aspettavo che si liberasse un posto a sedere, ho notato che una donna mi fissava. Dopo qualche minuto mi ha invitato a sedere con lei. Dopo due anni di sguardi furtivi e sfuggenti, quel gesto mi ha colpito ed emozionato e il fatto che fosse accaduto tra migliaia di libri lo rendeva straordinario.

Il fatto che però mi ha sorpreso di più è stato scoprire di sedere accanto a una futura libraria: Nancy, questo il suo nome, sta progettando di aprire una libreria nella città di Giarre, in provincia di Catania, entro la fine dell’estate. Abbiamo parlato, ovviamente, di libri e di alcune idee che vorrebbe realizzare all’interno della libreria. Che dire, le ho augurato un grande in bocca al lupo!

E tra una chiacchiera e l’altra, l’evento che attendevo è finalmente iniziato.
Moltitudini sparse: il racconto in Italia e la sua condizione di monade con Emanuele Giammarco editore della casa editrice Racconti Edizioni e tre autori di short stories: Sergio Oricci, Alessandro Busi e Carlo Sperduti.

L’esordio è stato esilarante. Silvia Cardinale, relatrice, chiede con tono ironico a Emanuele «Perché hai avviato una casa editrice che pubblica solo racconti, ma soprattutto, che cosa hai bevuto quella sera quando hai preso questa decisione?» e lui con disarmante sicurezza, e un tenero sorriso, risponde «Una Ipa».

Sì, perché scrivere racconti è indice di audacia, ma in quanto editore, una scelta del genere è anche molto coraggiosa. Il mercato editoriale vede ancora i racconti come una diminuzione del romanzo, quasi come se non ci fosse un pubblico a leggerli, ma in realtà un pubblico esiste eccome.
«Bisogna essere molto più abili nello spiegarli e presentarli – dice Emanuele – perché a differenza di un romanzo, per un racconto basta un’incertezza a far cambiare idea sulla sua potenzialità».

Ciò che è emerso è il costante alone di mistero che si aggira attorno al significato del termine “racconto” e alle regole che ne determinano la lunghezza. Insomma, il racconto è flessibile, versatile nell’utilizzo degli elementi narrativi, ma può essere davvero molto efficace e catturare l’attenzione del lettore anche in poche righe o solo con i dialoghi; se scritti bene conferiscono al racconto un ritmo e una musicalità che il romanzo, levati proprio! Un ottimo esempio è Colline bianche come elefanti di Ernest Hemingway.

Insomma, la mia full immersion giornaliera è andata davvero molto bene, anche se alla fine ho ceduto e un libro l’ho comprato!  

Le mie scoperte

Ecco cosa seguire, acquistare o leggere:

  • Libro: Il mio acquisto è stato Racconti” di Kate Chopin. “Ha inciso il suo pennino nelle croste malate della quotidianità sociale e relazionale, soprattutto nelle carie della comunità, in quelle radici che precludono alla donna diritti e opportunità”. Se vi interessa leggere le brevi opere di una scrittrice statunitense, considerata una delle “progenitrici” delle autrici femministe del XX secolo, questo testo fa per voi!

SPAZIO PER IL LETTORE

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L’articolo è scritto in collaborazione con:
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4 pensieri su “La mia “full immersion” al Book Pride

  1. Gianluca

    Davvero un bel articolo: diretto e senza troppe divagazioni; una vera – seppur breve – full immersion sul book pride di Milano. Conosci ciò di cui scrivi e ne scrivi con passione quindi brava!

    Rispondi
  2. Raffaella

    Linda grazie per questo viaggio in fiera con te, per averci permesso di guardarci attraverso gli occhi di chi si avvicina al nostro lavoro, alle nostre pubblicazione e a quello che rappresentano per noi.

    Raffaella Polverini (Al3vie)

    Rispondi

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