Giulietta scomparve in un giorno di sole

Giulietta scompare in una bellissima giornata di sole. E una famiglia già divisa da screzi e gelosie, si ritrova a pezzi perché alcuni membri della famiglia sono sospettati.

Non si fidano più l’uno dell’altro.
Uno di loro è davvero coinvolto nella scomparsa della bambina? 

Mi chiamo Olivia, ho quasi quarant’anni, un compagno da oltre dieci e non posso avere figli e questa è la storia di come mia nipote Giulietta sia scomparsa in una giornata di sole. Una normalissima giornata di sole. Avevo in mente un piano per portarla via. Sì, io volevo rapirla e nelle prossime righe scoprirete le mie motivazioni e di come il mio piano sia arrivato però a saltare. Come potrete immaginare, non tutti riescono a reggere la tensione e la volontà necessarie per compiere un’azione simile ma indovinate un po’? La bimba alla fine è scomparsa…

Capitolo 1

Il ragazzo percorre i lunghi corridoi bui, illuminati da deboli luci rosse ed un soundtrack soft e leggero che rende l’ambiente eccitante. Cammina rivolgendo lo sguardo su entrambi i lati, non vuole perdersi nemmeno un istante di ciò che accade attorno a lui. Sente deboli voci che gemono e la cosa lo eccita molto mentre i suoi occhi impazziscono felici quando percepisce un certo gonfiore nei pantaloni. Cammina lungo i corridoi senza smettere di osservarsi attorno. Gli uomini sono così tanti che ormai non li distingue più, sembrano tutti uguali. Solo le donne si notano bene ed è in quel momento che fissa una chioma bionda in fondo al corridoio. Cerca di aumentare il passo per non perdere quell’immagine. La donna cammina lenta, ma pare acquistare sempre più distanza da lui e infatti, dopo pochi istanti, la perde di vista. Si guarda intorno curioso e stranito, ma all’orizzonte solo sconosciuti anonimi e donne che al momento poco lo attirano, fino a quando una mano non lo afferra per il polso.

— — —

Olivia siede sul divano, stringendo le mani davanti alla bocca, trattenendo i singhiozzi. Leo cammina avanti e indietro pensieroso ma visibilmente agitato. Ogni tanto la guarda e sembra volerle parlare, ma non dice niente. Improvvisamente Olivia si alza, prendendo la piccola maglietta rosa, ma lui la ferma. “Va bene! Farò fare quel controllo al mio amico”. Olivia si ferma a fissarlo, scrutando la sua espressione. Non gli sembra ancora convinto. “Leo, non è un gioco! È una cosa seria. Molto seria! Ti dico che è successo qualcosa di terribile e non possiamo starcene qui a non fare niente!” gli dice allargando le braccia senza mollare la maglietta che stringe nella mano destra. “Non possiamo starcene in silenzio senza agire. È sbagliato! Lo capisci? Ti prego, dimmi che lo capisci Leo…”. Lui la guarda alquanto perplesso. Il solo pensiero di ciò che gli ha detto Olivia poco fa lo spaventa ancora. Non è una cosa facile da accettare, gli sembra impossibile che sia reale. E ciò che Olivia ha intenzione di fare lo preoccupa. Non è normale, non è legale. È pericoloso e persino immorale. Potrebbe finire male ma Olivia, con suo stupore, gli ha esposto un piano perfetto in ogni singolo dettaglio. Avrebbero risolto il problema assieme, ma quel test andava fatto. E questa è la prima parte del piano.

È l’unica cosa giusta da fare, gli dice qualche giorno dopo mentre discutono dell’argomento per l’ennesima volta. Olivia alza la voce, esponendogli nuovamente le sue motivazioni. “Insomma, quali altre prove devo darti per farti capire che sta succedendo qualcosa di pericoloso? Io me lo sento, finirà male se non facciamo qualcosa, Leo!”. I suoi occhi sono lucidi e la voce lievemente roca per il continuo urlare. “Ok, lo faremo!” esclama improvvisamente, mostrando la sua miglior espressione convinta. “Se i risultati confermeranno la tua tesi allora sì, lo faremo” dice tenendo lo sguardo basso. È convinto, finalmente Leo è convinto. 

Lei appoggia la maglietta sopra allo sgabello della cucina e gli va incontro. “Ne sei sicuro? Se avrò ragione, e so che l’avrò, poi non si torna più indietro”. Lo guarda temendo che le dica di no, crollando nuovamente, ma lui le mette le mani sulle spalle e la guarda dritto negli occhi. “Dobbiamo assicurarci che stia bene. Se qualcosa non va, dobbiamo intervenire. È per il suo bene!”. I suoi occhi sono seri e sicuri e Olivia si commuove nel sentire quelle parole. Il suo compagno ha finalmente compreso i suoi pensieri e l’avrebbe supportata. E questa è la seconda parte del piano. 

Continua…

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