Il mio viaggio editoriale all’evento “Testo”

Testo
[Come si diventa un libro]

Ti racconto la mia esperienza dei tre giorni di questo evento editoriale 

In questo articolo parlo di:
Il 25 febbraio 2022 correvo come Alice mentre insegue il bianconiglio: stavo per perdere il treno che mi avrebbe portato a Firenze, all’evento Testo. Per fortuna, l’oramai noto ritardo di Trenitalia mi ha permesso di raggiungere Firenze in una giornata densa di nuvole e pioggia ma poco importava: stavo per entrare nel paese delle meraviglie dell’editoria!

Cos’è Testo?

Testo racconta la nascita di un libro. La sua originalità risiede nel ricrearne il ciclo di vita con un percorso in sette stazioni; ottimo richiamo alla location. Ogni stazione presenta una fase: lo scrittore, l’editor, i traduttori, i grafici, i promotori, i librai e l’ultimo, ma non meno importante, il lettore. Organizzato da Pitti Immagine e Stazione Leopolda, nasce dalla straordinaria idea della libreria Todo Modo di Firenze [che vi consiglio di visitare] gestita dal duo composta da Maddalena Fossombroni e Piero Torrigiani. L’ingresso si presenta con una gigantografia della mappa della location e la posizione di ogni area. Accanto, un’altra gigantografia mostra l’elenco di tutte le case editrici presenti: un bel modo per studiare il proprio percorso. Ovviamente, è presente anche una mappa a misura d’uomo! E per i primi 3000 visitatori, un gadget omaggio: una bellissima agenda del colore dell’evento, arancione, che sono riuscita ad accaparrarmi per riempirla di appunti sull’evento! I lunghi e ampi corridoi di Stazione Leopolda presentano tutti gli espositori con il medesimo spazio: una bellissima immagine di coesione sociale. Il programma, invece, è suddiviso tra presentazioni e incontri, gestito da un team di persone: i “capistazione”. Una figura che ho avuto il piacere di ascoltare più volte durante gli incontri, e che più di tutte mi ha affascinato per il modo di interagire e parlare di libri e social, è quella di Luca Briasco, direttore editoriale di Minimum Fax [e dal 2018 traduttore italiano di Stephen King]. Ho trovato una sua intervista da parte di IlGiornale.it che vi consiglio di leggere.

La mia esperienza

Varcata la soglia dell’evento, da lettrice e scrittrice-in-erba quale sono, mi sono sentita sopraffatta da tutti gli stand colmi di libri esposti in modo magistrale e addestrati a stare uno sopra l’altro in perfetto ordine; le copertine colorate ben in vista. La stazione Leopolda si sviluppa in lunghezza e così ho deciso di adottare il sistema del “nuotatore”: un corridoio alla volta, prima un lato, poi l’altro tornando indietro. Una tattica infallibile per non perdere di vista nessun espositore! Tra le luci soffuse, l’odore del caffè e il chiacchierio della gente, diventato un regolare sottofondo, tre sono gli elementi che più di tutti hanno catturato la mia attenzione: un inno alla cultura, una forte esigenza di trasmettere il piacere per la lettura e una voglia di riscoperta, di noi e di nuovi immaginari, soprattutto dopo un lungo periodo culturale di letargo. È stato bello, quanto confortante, girare tra gli espositori e toccare un libro, sfogliarlo, leggere le prime pagine, percepire il profumo della carta che in quel luogo risuonava come una precoce primavera. Chi era più carico di altri di entusiasmo, ti accoglieva allo stand con un sorriso che non vedevi per via della mascherina ma che percepivi dall’espressione degli occhi. E senza accorgerti, ti ritrovavi a parlare con una casa editrice che ti raccontava le ultime novità dell’editoria. Ti parlava di libri e autori da conoscere o rispolverava per te un testo che volevi rileggere da tempo. Giravi con aria curiosa e divertita, intorno a blocchi quadrati che ricordavano l’angolo di una libreria. E come Alice, persa nei boschi dai mille cartelli, speravi nell’apparizione dello stregatto per chiedergli un consiglio su quale libro acquistare! Ho seguito le presentazioni che più mi attraevano. Alcune le ho trovate davvero originali e di incredibile freschezza. Dalle 11 alle 19, ogni sala ospitava personaggi più o meno noti del mondo editoriale, che parlavano di scrittura, lettura, riviste, podcast e altro ancora; in particolare nell’ottica dei social media, elemento oramai non più trascurabile al giorno d’oggi e potente se utilizzato con astuzia. Mi sono innamorata dell’evento. Il suo debutto, impeccabile, è il risultato di una rinnovata iniziazione alla cultura, al piacere di leggere ma anche di scrivere. Ha arricchito il mio bagaglio culturale, che mai avrà un fondo, e mi ha portato a intrattenere interessanti conversazioni con alcune case editrici; una in particolare mi ha rapita per le tante antologie di racconti che pubblica [scoprila qui]. Felici del mio entusiasmo, mi hanno fatto sedere accanto a loro così da poter sfogliare qualsiasi testo volessi e permettermi di scegliere quello giusto; al momento dell’acquisto volevo abbracciare la ragazza che mi aveva illustrato con tanta passione i loro libri. Ecco ciò che rende un evento come Testo differente: l’empatia che una persona riesce a trasmettere ad un’altra, proprio come dovrebbe fare un buon libro.

Le mie scoperte

Infine, ma non da meno, ecco chi e cosa suggerisco di seguire in seguito a questa mia avventura editoriale:
  • Libreria: segui Todo Modo sui social e scoprila di persona. Non è solo una libreria, ma un posto dove puoi fermarti a leggere, studiare, e gustare un buon pranzo o aperitivo!
  • Podcast: un modo diverso di raccontare storie, usando la musica ma soprattutto il potere della voce. Segui Chora Media su Spotify e scopri cosa – e come – racconta storie di ogni tipo.
  • Libro: suggerisco “Il lavoro del lettore” di Piero Dorfles, già nella mia lista! La presentazione è stata folgorante e alla sua esclamazione: «A chi dice che letteratura e cultura sono cose noiose rispondo dicendo Ma siamo matti?» mi ha conquistato!

SPAZIO PER IL LETTORE

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L’articolo è scritto in collaborazione con:
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“Fai salpare le tue storie”

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