JOHN WICK – In Omnia Paratus

Una fanfiction sulla vita criminale del personaggio John Wick che si intreccia alla trama del secondo capitolo, dal momento in cui viene ufficialmente scomunicato, diventando a tutti gli effetti una preda.

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I. Serafina

La ragazza camminava tra la folla, lentamente. Si confondeva tra le persone comuni e nessuno pareva notare John, solamente lei. Lo guardava camminare a fatica. La ferita al fianco destro lo aveva colpito a fondo. Lo osservava, curiosa di sapere quale sarebbe stata la sua prossima mossa, o meglio, la mossa del prossimo assassino pronto ad ucciderlo per incassare la succosa e invitante taglia di sette milioni. Così diceva il messaggio ricevuto al cellulare. Lo aveva letto da un cellulare non suo, ma rubato ad un uomo vestito in jeans e camicia, con indosso solamente un cappotto nero. Quell’uomo aveva preso di mira John, mentre camminava per scappare ai suoi numerosi nemici, ma lei lo aveva visto e come fosse una cosa normale, gli aveva conficcato un coltello sotto al braccio, stringendolo a sé per evitare una rovinosa caduta che l’avrebbe messo in mostra di fronte a tutte quelle persone. “Non ucciderai John Wick!” gli aveva sussurrato lei con tono sprezzante, abbandonando il suo corpo su una panchina, dopo avergli assestato altri sei colpi sul fianco. Ora si trovava a venti passi dietro a John. “Chissà se mi riconosce… chissà se intuisce che ho una pistola proprio dietro la schiena… chissà…”. Serafina, questo il suo nome, si stava ponendo diverse domande, ma si interruppe improvvisamente quando vide John fermarsi di fianco alla fontana. I getti d’acqua avevano creato il loro gioco magico, ma non appena si erano ritirati, John aveva incontrato gli occhi di Cassian. Serafina si bloccò all’istante, guardando la scena e trattenendo il respiro. John estrasse la pistola con fare sicuro e spontaneo, quasi calmo. Cassian non si mosse. La pistola fiera e già in posizione. Forse riteneva fosse giusto uno scontro alla pari. Si guardarono senza batter ciglio, pronti a scatenare una pioggia di proiettili in quella grande piazza, sotto le luci della stazione metro poco distante. I getti partirono all’improvviso, come anche i proiettili che John e Cassian spararono l’uno contro l’altro. La folla iniziò ad agitarsi e disperdersi. Serafina cercò di non perdere di vista John, ma faceva fatica a seguirlo. Andava contro la folla e le grida la distraevano. Dopo pochi secondi, riuscì a crearsi un varco ed entrare nella stazione metro. Si guardò attorno, ma come temeva, li aveva persi di vista.

Correndo lungo i grandi corridoi della stazione, Serafina si guardava attorno cercando i loro visi, o cercando almeno di sentire rumori fuori luogo. Mani che lottano. Pugni che colpiscono guance. E l’inconfondibile rumore dei proiettili. La vista di due corpi stesi a terra poco distante da lei le fece capire che John non era lontano e di scatto si infilò nella metro, pochi secondi prima che le porte si chiudessero. Si guardò attorno. La metro era piena di gente. Chi leggeva il giornale, chi guardava qualche video al cellulare. Chi chiacchierava. Chi aspettava con ansia di tornare a casa, vista l’espressione cupa e inquieta. Serafina camminò per raggiungere il vagone successivo. Ancora nessuna traccia di John e Cassian. Continuò a muoversi da un vagone all’altro, fino a che non si fermò quando li vide in piedi nel vagone successivo. Era evidente che fossero pronti a darsele di santa ragione. Cassian prese il suo coltello e in un istante si scagliarono l’uno contro l’altro. John strinse i denti cercando di non gridare quando Cassian gli infilò il coltello nella gamba. Nonostante la ferita al fianco, nonostante il dolore alla gamba, si poteva vedere nei suoi occhi la rabbia che aleggiava dentro di lui. Era un continuo botta e risposta, ma John non ci mise molto a mettere fuori combattimento Cassian, che più volte fu buttato a terra e colpito all’addome, lasciandosi sfuggire brevi gemiti di dolore. Lottarono ancora. John sembrava aver improvvisamente ripreso le forze, perché riuscì a mettere in difficoltà il suo avversario, bloccandolo e puntandogli il suo stesso coltello contro il petto. Pochi secondi in cui lo guardò negli occhi, poi con un colpo secco fece penetrare la lama nel suo petto. Un altro colpo e Cassian cambiò completamente espressione, lasciandosi sorreggere da John che lo fece sedere delicatamente, quasi volesse evitargli altro dolore. Serafina nel frattempo era entrata nel vagone e li osservava, confondendosi nuovamente tra le poche persone presenti e spaventate. Strinse gli occhi e tese l’orecchio per cercare di capire ciò che John stava dicendo a Cassian e poco dopo la metro si fermò e John sparì oltre le porte scorrevoli.

Cassian aveva un pessimo aspetto. Non c’era tempo da perdere. Serafina gli si avvicinò, osservandolo attentamente. Cassian alzò appena il viso, ma Serafina si spostò davanti a lui, accucciandosi per evitargli lo sforzo di dover sostenere il suo sguardo. Aveva lunghi capelli nero corvino, in parte intrecciati e legati in una morbida coda che raggiungeva metà schiena. Gli occhi erano castano scuro, ma in quel momento brillavano di una rara luce e le labbra rosa e carnose sembravano avere un’aria curiosa e soddisfatta. La pelle olivastra era coperta da un filo di trucco che accentuava uno sguardo che sapeva vagamente di rancore. Serafina lo guardò e accennò un sorriso. “Ciao Cassian, io mi chiamo Serafina e sono qui per aiutarti” disse senza muoversi. “Ti posso salvare la vita e ho solo una piccola e semplice condizione che devi rispettare”. Cassian respirava a fatica, ma si sforzò di parlare. “…che cosa vuoi?” chiese con un filo di voce. “Io ti salverò la vita… se tu mi prometti di aiutarmi a proteggere John Wick”. Cassian chiuse gli occhi, facendo una smorfia col viso. Era evidente che la sua risposta fosse no. “Cassian…” disse Serafina alzandosi in piedi, avvicinando il viso al suo. “Stai morendo, non ti rimane molto tempo. È bene che decidi in fretta. Ho un piano e ho bisogno del tuo aiuto”. Mise una mano sul coltello. “Se vuoi che ti salvi, devi promettermi che mi aiuterai a portare a termine il mio piano, altrimenti sarò più che felice di porre fine alle tue sofferenze in questo istante”. Cassian si fece serio, quasi avesse ripreso i sensi e a respirare normalmente. “Mi aiuterai a proteggere John Wick oppure vuoi morire?” chiese accennando quel suo quasi impercettibile sorriso inquietante. L’uomo sembrò trattenere il respiro. Sembrava aver perso nuovamente i sensi. Gli occhi si fecero stranamente gonfi, ma poi schiuse le labbra. “Ok, proteggerò John Wick”.

Un insieme di voci confuse svegliarono improvvisamente Cassian. La vista era ancora annebbiata, ma poteva vedere le sagome di due persone e una di quelle era sicuramente Serafina. Cercò di migliorare la vista, sbattendo più volte le palpebre, ma non ci riuscì. Allora tese le orecchie, per cercare di capire che cosa stessero dicendo. I suoni sembravano ovattati, quasi avesse le orecchie tappate da qualcosa simile a del cotone, ma in realtà era solo la normale reazione ad un’operazione, quella che Serafina gli aveva concesso dopo aver stretto il loro accordo. Girò il volto verso destra. La vista stava migliorando e capì che quella davanti a lui era una porta. Ora stava mettendo a fuoco i dettagli della stanza. Una luce al neon, scaffali metallici, un vassoio con arnesi da medico, ma la stanza non sembrava appropriata. Non gli sembrava di essere in un ospedale. No, non era possibile. Se Serafina era un’assassina come lui credeva, non lo avrebbe mai portato all’ospedale. Si voltò e in quel momento sentì il respiro della ragazza su di lui e un leggero profumo di gelsomino. “Bentornato tra di noi, Cassian!” disse. Gli sembrò che mostrasse un sorriso di gioia nel vedere che stava bene, ma forse era l’effetto dell’anestesia. “…dove… dove sono?” chiese intontito e con un filo di voce. Serafina lo zittì dolcemente, sollevandosi. “Sei in un posto sicuro” e sistemò la sua pistola, caricandola e rimettendola dietro la schiena. “Ora pensa solamente a riposare. Se provi solo a muoverti comprometterai l’operazione che il gentile dottore qui presente ha fatto per salvarti” disse guardando il dottore con aria piatta, quasi fossero solo lei e Cassian in quella stanza. “Inoltre, se provi a tradirmi, ti assicuro che morirai all’istante”. Cassian riuscì finalmente a vedere gli oggetti e l’ambiente attorno a sé in modo chiaro e nitido e la vide indossare un giubbino di pelle nera, sistemandosi il colletto. “Tornerò tra qualche ora, poi parleremo” e sparì, lasciandolo col suo dolore, sotto una fastidiosa luce al neon.

JOHN WICK: In Omnia Paratus

Copertina di John Wick: in omnia paratus

Dal momento della scomunica, John Wick inizia una corsa disperata per sfuggire ai nemici che si contendono l’invitante taglia sulla sua testa.
Mentre in “Parabellum” gli eventi seguono le idee di Derek Kolstad e del regista Chad Stahelski, in questa fanfiction, sequel diretto di John Wick: Chapter 2, Linda Moon scrive la sua personale visione degli eventi.
Attraversando una New York pronta ad ucciderlo, John Wick, l’assassino leggendario conosciuto come “Baba Yaga”, l’Uomo Nero, incrocia il suo destino con nuovi personaggi e vecchie conoscenze in un turbine avvincente di azione, suspense e mistero.Chi è Serafina? Come mai, a differenza di tutti, vuole John vivo? Qual’è il vero legame tra lei e l’uomo più conteso del mondo?

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