Librerie a Torino

Librerie a Torino.
Scopri di più attraverso la mia personale esperienza – in dolce compagnia – e quali librerie visitare in quel di Torino!

Il penultimo weekend di Maggio ero in auto, in viaggio verso Torino per visitare il Salone del Libro. Non ci ero mai stata e vista la mia nuova avventura editoriale – [dall’inizio del 2022 mi sto dedicando a tutto tondo alla scrittura] – ho deciso di avventurarmi in quello che ho poi definito il Casinò dei Libri! Entrata con entusiasmo, ne sono uscita devastata ma con nuovi contatti e un piccolo bagaglio di esperienza.

Il giorno prima, sabato 21 maggio, avevo già programmato un giro in centro per visitare alcune librerie. Pensavo di trascorrere mezza giornata all’aperto, invece dalle 9 del mattino mi sono fermata poco dopo le 19. Inutile dire che il mio compagno era letteralmente devastato!

 

Ad ogni modo, oltre ad ammirare la bellezza di una città come Torino, ho seguito la mappa che avevo scarabocchiato la sera prima che prevedeva la visita di almeno due librerie. Quante ne ho viste in realtà? Quattro! La cosa di cui sono più fiera, però, è l’aver resistito alla tentazione di acquistare libri. Mi ero imposta un budget che potevo spendere solo al Salone del Libro e così è stato. Se volete leggere la mia avventura all’evento, fate click proprio qui.

Senza indugiare oltre, ecco le librerie che ho visitato e che vi invito a segnare in agenda per il vostro viaggio a Torino in versione “editoriale”.

Libreria Nora & Coffee

Posizionata nel quadrilatero romano di Torino, mi ha colpito per la tipologia di letture che offre e che non disdegno per nulla! All’interno di questo carinissimo locale si possono trovare testi specializzati in tematiche di genere, femminismi e cultura lgbtqiap+. Si può ordinare un caffè e nel frattempo curiosare tra gli scaffali nella stanza principale, anche se è quella accanto la mia preferita. Al soffitto un grande lampadario illumina le tante copertine colorate e i tavoli strabordanti di libri. Curiosando, ho scoperto autrici e autori nuovi e trovato un libro che ho sempre voluto leggere e di cui ho visto solo il film: L’altra metà dell’amore, che vi invito caldamente a guardare [guarda il trailer]. Al lato opposto del locale, invece, c’è una piccola sala lettura, ideale per sfogliare qualche pagina sorseggiando un caffè o un tè.

Di posti per sedersi ce ne sono dentro e fuori dal locale, ma io avrei scelto il divano verde e mi sarei adagiata come fossi a casa: maxi maglia, pantaloni della tuta, capelli arruffati, qualcosa da bere e una musica di sottofondo per leggere! Nel mio prossimo viaggio a Torino ci tornerò di sicuro – magari non “pigiamata” – e questa volta acquisterò un libro, chiedendo consiglio a Denise Cappadonia, titolare insieme all’amico Vincenzo, di questo fantastico bar che offre un valore aggiunto assieme ad un buon caffè! Seguite la libreria su Instagram!

Libreria Il Banco [Ubik]

La tappa successiva è stata una libreria che mi ha colpito per la sua singolare forma. Un tunnel di 60 metri lungo via Garibaldi. All’interno è una comune libreria, ogni scaffale presenta un genere diverso. Sia all’entrata che all’uscita ci sono libri scontati, strategicamente posizionati per accalappiare qualche cliente. E se decidi di acquistare quel libro che ti ha colpito, di cui eri incertə, ma sei già uscitə, devi ripercorrere il “tunnel” dall’inizio. Con l’indecisione che mi ritrovo, rifare quel percorso più volte sarebbe la mia palestra ideale! Al termine mi ritroverei con qualche chilo in meno e qualche libro in più! TOP!

Un po’ perplessa, forse perché mi aspettavo di trovare al suo interno chissà quali meraviglie, ho provato a chiedere qualche informazione a una ragazza e, incredibile ma vero, ho scoperto la storia interessante che c’è dietro a Il banco, riportata nella loro pagina Facebook. Qui la riassumo per voi.

La libreria Il Banco nasce nel 1980 per concessione del Comune e la caparbietà di due librai torinesi: Sergio Arneodo e Roberto Marra. Inizialmente pensata come un progetto temporaneo, da marzo a settembre, non passa molto tempo prima che i negozi nel tratto fronte-libreria lamentino – indovinate un po’ – un calo di vendite nel periodo della sua assenza. A quel punto, la concessione viene rilasciata annualmente.

Con il tempo, si evince che Il Banco è la libreria più attraversata della città nei suoi sessanta metri di lunghezza. Si pensa quindi all’ovvio, ovvero “specializzarsi” per diventare di “nicchia”. Alla domanda “su cosa” la risposta è una sola: niente. E galeotto fu chi rispose così perché la libreria non aveva bisogno di vantare nulla di speciale se non la sua posizione e il prezioso contenuto: libri di ogni genere!

Camminando lungo via Garibaldi, si entra a Il Banco quasi in automatico, perché è come percorrere una via, con libri da un lato invece di vetrine. E, a quanto pare, è l’ultima chance per acquistarne qualcuno prima di raggiungere la stazione di Porta Susa, nel caso di viaggiatori diretti verso casa. Visitate il sito!

foto by @lindamoonstories

Libreria Comunardi

In questa libreria ci sono finita letteralmente per caso, ma ne sono stata molto felice. Camminavo lungo vie a me sconosciute, il mio compagno appresso che implorava di tornare nell’appartamento in cui alloggiavamo. Mi aveva seguito tutto il giorno tra il mercato, il centro, le librerie ed ero pronta ad assecondarlo, quando mi sono ritrovata davanti alla vetrina della libreria Comunardi. In meno di un secondo ero già dentro e lui, sapendo di non potermi fermare, mi ha seguito a ruota, godendo perlomeno dell’aria fresca del locale.

La libreria era silenziosa: eravamo solo noi e quello che forse era il titolare della libreria. Ad ogni modo, ho iniziato a curiosare tra gli scaffali e ho scoperto di trovarmi nel punto di riferimento per le pubblicazioni indipendenti. Sì, perché come ho letto in un articolo online, Comunardi non vende libri, ma edizioni! Subito all’ingresso c’è un ricco reparto dedicato all’edicola dove si possono trovare diverse riviste letterarie per lettori e scrittori. Nel resto del locale, saggistica, narrativa e altri generi, da perdere la testa: e c’è anche un reparto speciale chiamato “Gli introvabili! [v.foto].

Non potevo spendere soldi e la stanchezza mi aveva ormai travolto, cosa che mi è scocciata non poco perché avrei voluto dialogare con la persona in libreria per chiedere informazioni su una scoperta che avevo fatto e che mi aveva lasciato senza parole. Ecco in arrivo un’altra storiella, un po’ strappalacrime. Ascoltate un po’ qui…

#SAVECOMUNARDI è il titolo perfetto per l’avventura editoriale che sto per raccontare.
Il 23 maggio 2019, un articolo de La Stampa annuncia una triste notizia dal titolo Chiude Comunardi, l’ultima delle librerie storiche: al suo posto un supermercato. Che tristezza, penso. Aperta dal 1976, nel settembre di quell’anno la saracinesca viene tirata giù per sempre. Il motivo? L’effetto della gentrificazione a Torino, dice il titolare, Paolo Barsi. I libri sono stati sfrattati. Nemmeno una battaglia di tre anni e una petizione con oltre 50mila firme raccolte è servita a salvarla.

E come il classico viaggio dell’eroe, la libreria aveva il desiderio di rimanere aperta ma un ostacolo burocratico la bloccava. Il suo tentativo di avere la meglio fallisce, ma una svolta inaspettata arriva in soccorso sotto forma di una società che pare abbia a cuore i libri. La risoluzione avrebbe dovuto essere la vittoria sulla grande distribuzione, invece, per motivi tuttora sconosciuti, la società si “da alla macchia” e così la libreria Comunardi chiude. E qui, io verso una lacrima.

Conosciamo tutti molto bene cosa è accaduto tra il 2020 e il 2022. Il mondo si è fermato e anche i propositi della libreria. La sua storia assomiglia a quella di Cenerentola, con la differenza che allo svanire della magia della fata madrina, non rimaneva nulla se non 43 anni di ricordi. Questo fino a quando il Corriere di Torino annuncia una meravigliosa notizia, precisamente il 3 febbraio 2022 con un titolo sensazionale. Riapre la storica Libreria Comunardi: la nuova sede è in via San Francesco da Paola. Addio lacrime di tristezza, benvenute lacrime di gioia e applausi. Cenerentola ha avuto il suo lieto fine! Gli spazi in via San Francesco da Paola 6 sono più piccoli ma la forza di volontà e l’entusiasmo sono di gran lunga più estesi. Ora non resta che augurare loro tanta fortuna e un futuro colmo di libri, riviste e altro ancora! Seguite la libreria su Facebook!

Libreria Luxemburg

Ultima, ma non meno importante, sono riuscita a passare anche alla libreria più antica di Torino. La sua nascita risale al lontano 1872 e al suo interno propone classici, guide e libri per ragazzi, narrativa italiana ed estera. Adiacente all’ingresso, su ambo i lati, c’è una sfilza infinita di riviste, nazionali e internazionali. Si prosegue lungo la stanza principale e si entra in una più piccola che porta a sua volta al piano superiore. Mi sono imbattuta in alcuni testi della casa editrice Ippocampo da perdere la testa. Salita la scalinata, le cui pareti sono tappezzate di cornici che riportano articoli di giornale sulla libreria, ci si ritrova in un mondo editoriale estero [indicato anche dall’insegna luminosa applicata lungo la ringhiera] e anche lì, è un dolce perdersi tra libri che possiamo conoscere nella loro versione originale. Per richiamare l’esempio di Cenerentola, se non sbaglio andava cantando I sogni sono desideri di felicità…Scusate, ma la aggiorno con una nuova versione: I libri sono desideri e di una sconfinata felicità!
Visitate il loro sito!

foto by @lindamoonstories
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SPAZIO PER IL LETTORE

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