Mafia Inside

L’amore tra Lidia e Sonny, figlio di un boss mafioso, è forte. Molto forte. Sono convinti che nulla li possa dividere. Mai.
Ma la mafia, come il crimine, non perdona.
E quando arriverà il momento di prendere una decisione difficile, solo uno dei due amanti sopravviverà.

Il sole era tramontato da pochi minuti e aveva lasciato spazio ad un cielo scuro, illuminato da pochissime stelle; si potevano addirittura contare su due mani. Lidia si stringeva alla schiena di Sonny, lasciandosi trasportare dal suo corpo che la premeva forte contro il materasso. Era euforica. Sonny era capace di farla sentire così viva e appagata sotto le lenzuola che a volte avrebbe voluto gridare a squarciagola al mondo parole poco carine e molto volgari. Senza dirle niente, Sonny la fece mettere a pancia in giù, spingendosi nuovamente su di lei e tenendosi con una mano alla testiera del letto, accarezzandole i capelli in quei pochi istanti in cui rallentava. Poi la sua mano scese tra le sue gambe, tormentandola fino a che non la sentì gemere in quel modo che solo lei faceva. Un gemito basso e debole, i denti che mordono il labbro inferiore, gli occhi che si stringono, la fronte aggrottata. Vedeva il riflesso di quel volto colmo di piacere nel piccolo specchio posto sopra al comodino, e quando Lidia si fermò, si strinse a lei, odorando la sua pelle e stampandole piccoli baci sulla spalla. 

I corpi, perfettamente attaccati l’uno contro l’altra, erano fermi immobili. Si sentivano solo i profondi e lunghi respiri di entrambi. Sonny accarezzò con le labbra la schiena di Lidia, sfiorandole i fianchi con una mano e risalendo fino al collo. Lidia sorrideva, assaporando quel dolce momento. Nonostante fossero insieme da oltre quattro anni, sentiva di essere ancora follemente innamorata di lui. Non era solo il sesso a farla impazzire. Lo amava per davvero e nonostante tutto quel tempo, a volte ancora si chiedeva cosa li tenesse così uniti. Era convinta che ci fosse qualcosa al di sopra del sentimento, come se un perché sconosciuto li tenesse insieme. Sonny la venerava. La teneva su un piedistallo. La ricopriva di regali e attenzioni e a letto le dava tutto se stesso. Lidia a volte pensava che fosse il suo modo di rimediare a quella mancanza che purtroppo lo possedeva oltre la sua volontà e che era diventato il loro segreto. Le dispiaceva di tutto ciò, ma gli aveva promesso che sarebbero stati assieme e che avrebbero affrontato qualsiasi problema, nel bene e nel male. Sonny le mordicchiò un orecchio e infilò la mano tra i suoi capelli, raggiungendo la frangetta, quando in quel momento Lidia si irrigidì di scatto. “Scusa, non volevo” disse Sonny. “Non ti preoccupare” rispose lei, alzandosi dal letto. “E’ meglio se ci prepariamo. Non vorrai fare tardi alla festa di compleanno di tuo padre”. Sonny si sdraiò sul letto, osservando Lidia che si dirigeva in bagno completamente nuda. “Se arriviamo anche mezz’ora dopo non cambierà niente. Tra saluti e chiacchiere ci metteranno una vita prima di iniziare la serata. Mio padre deve sempre parlare di affari prima di qualsiasi cosa. Compleanno compreso!” disse mettendosi in una posizione più comoda. “Non risparmia nemmeno i funerali… “. In quel momento riemerse il ricordo della morte della madre. Anche quel giorno il padre gli aveva riservato un freddo abbraccio, sparendo ben presto nel suo ufficio. “Che cosa hai detto?” chiese Lidia. “Dicevo che dovresti tornare a letto con me!“ sorrise lui, gli occhi furbi e luminosi. “Lo sai che tuo padre odia i ritardatari, in particolare se il ritardatario è suo figlio. Il suo unico figlio. E poi questa è una serata importante per tutti noi. Siamo una famiglia, ricordatelo. Su, alzati!” disse seria ma lasciando intendere un sorriso. “Ok. Posso fare la doccia con te?” chiese raggiungendo i piedi del letto. Lidia si presentò nuovamente sulla soglia del bagno, questa volta avvolta in un asciugamano bianco. “Assolutamente no! Lo sai che ci ritroveremmo a fare altro… su, datti una mossa!” e sparì oltre il bagno. 

Alle otto in punto Lidia era pronta e camminava avanti e indietro lungo l’entrata. “Sonny, ci sei?” chiese urlando perché la sua voce lo raggiungesse al piano di sopra. “Si, mi metto l’orologio e scendo”. Lidia si avvicinò al grande specchio, osservandosi. Indossava un abito aderente con piccole paillettes blu scuro lungo fino al ginocchio e con un’ampia scollatura sulla schiena; ai piedi delle Louboutin nella stessa tinta. Diversi gioielli d’oro, grandi e luminosi, arricchivano polsi, mani e collo, mentre alle orecchie portava dei piccoli punti luce, ma ciò che Lidia guardava era la sua frangetta. Non era stata una scelta voluta, anzi… Fece un respiro profondo, chiudendo gli occhi e cercando di stare calma. Era assurdo che un nuovo taglio di capelli la facesse agitare, eppure i suoi pensieri da un paio di settimane erano inquieti. “E se avessero capito tutto? E se avessero scoperto il nostro segreto? Per noi sarebbe la fine…”. Le tornò alla mente quel giorno. L’imboscata, quell’uomo sbucato all’improvviso, la lotta. Lo scontro era stato inevitabile. La difesa era stata obbligatoria. Sembrava che tutto si fosse risolto, ma poi era iniziato a sorgere il dubbio… quella mano ustionante… pelle contro pelle…

Lidia aprì gli occhi, facendo un sussulto. “Calmati, sono io” disse Sonny. Si guardò allo specchio, aggiustandosi la frangetta. “Scusa, sono un po’ nervosa per questa serata. Tutto qui”. Sonny la fece voltare, abbracciando i suoi fianchi. “Sicura che vuoi andare? Forse sarebbe meglio rimanere a casa. Posso dire che non ti senti bene e…”. Lidia lo interruppe mettendogli una mano sulle labbra, ma lui proseguì comunque a parlare. “Sinceramente inizio ad essere agitato pure io Lidia e lo sai che a mio padre non sfugge niente!”. Lidia ripensò ancora a quel giorno mentre Sonny la stringeva a sé, ma sapeva che per il bene di entrambi dovevano stare calmi e mantenere un atteggiamento normale. Se la verità fosse trapelata, se anche un solo piccolo dettaglio fosse stato svelato, sarebbero finiti entrambi in guai seri e nessuno dei due lo voleva. Lidia gli prese il viso tra le mani. “Andiamo a questa festa, divertiamoci e poi corriamo a casa a fare un figlio. E’ la nostra unica soluzione. Tuo padre è di mentalità diversa e sui figli la pensa diversamente dalle altre famiglie e ci sosterrà. Sento che questa sera è quella giusta. Sento che faremo un figlio e sento che sarà una bellissima bambina!” disse Lidia sorridendo. “Una bambina? Spero che sia bella e forte come sua madre!”. Sonny la baciò con passione, sollevandola e facendola appoggiare sul grande comò sotto allo specchio. “Sonny, dai… faremo tardi”. Lidia cercò di respingerlo, ma lui la strinse forte a sé, facendosi spazio tra le sue gambe. “Te lo prometto, sarò rapido e appagante!”. Lidia lo guardò per pochi secondi, poi allargò ancora di più le gambe e si perse tra le sue braccia, tenendosi ai suoi folti capelli castani, raccolti in un codino. “Dammi un figlio Santino!”. Lui la guardò intensamente, poi la baciò perdendosi anch’egli tra le braccia di lei e lasciandosi trasportare da un pensiero di libertà che sapeva sarebbe a breve arrivato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

diciotto − 15 =