Manchi…

Ho scritto una storia assieme ai lettori! Ho dato il via chiedendo di scrivere un incipit con un commento, qualsiasi cosa, e chi proseguiva il commento doveva farlo secondo un senso logico. Al mio stop, ho preso tutti i commenti e sviluppato e concluso il racconto! Cosa sarà venuto fuori?

STORIA INTERATTIVA
Ho fatto un esperimento di scrittura! Ho chiesto al pubblico di scrivere assieme! Un esperimento che è andato piuttosto bene direi, nonostante tutti abbiano sgarrato rispetto alle regole dettate e scritto più di una frase. Stupita da tale coinvolgimento ho deciso di continuare comunque… Al mio “stop” ai commenti, e quasi per caso, si è aggiunto un amico al progetto e assieme abbiamo creato un particolare Cadavere Squisito, l’ormai noto lavoro a quattro mai, e ho deciso di scrivere “intervenendo” tra un commento e l’altro, per concludere assieme nel finale. Inutile dire che l’esperimento ci ha divertito molto!

Ed ecco a voi la storia. Tra un commento del pubblico e l’altro, Linda Moon e Aldo Ferrarese si sono “intromessi” e hanno costruito una storia. Buona lettura!

Federica Del Deo — Si incontrarono alle sette di sera, senza darsi appuntamento. La pioggia cadeva ritmica sulla superficie del lago scuro e senza tregua. Nessuno di loro aveva il coraggio di iniziare la conversazione.

Linda Moon “Che cosa ci fa qui?” continuava a ripetere a se stessa Erika. Era davvero una strana coincidenza incontrarlo, ma la piacevole sensazione che provava in quel momento le fece capire che i sentimenti nei suoi confronti non erano del tutto sepolti. Lo guardò titubante mentre lanciava nel lago quello che sembrava essere un sacchetto di stoffa. I capelli rasati, la barba appena accennata, gli occhi azzurri e la solita giacca di pelle ormai logora che conosceva bene perché era stata un suo regalo. Era incredibile, Mattia non era cambiato per niente. E proprio in quel momento i loro occhi si incontrarono. Erika per un attimo aveva pensato che lui l’avesse vista, invece si sbagliava. Si fecero vicini fino a quando i loro ombrelli non si scontrarono dolcemente e quando lei prese posto su un muretto, lui fece lo stesso. 

Milena MarottaEd eccola lì, seduta di fronte a questo magnifico tramonto. I pensieri le incasinano la mente. Chi lo avrebbe mai detto che sarebbe successo a lei, proprio a lei. 

Aldo FerraresePensava di essere ormai immune all’amore. Troppo aveva sofferto per quello stupido sentimento e aveva già pianto tutte le sue lacrime. Invece le era bastato vederlo per tornare fragile e insicura. Lui invece appariva ancora più duro di come lo ricordava. «Ho messo in quel sacchetto tutto quello che mi parlava di te. L’ho buttato in fondo al lago per dimenticare, per dimenticarti» disse Mattia ridendo, poi proseguì a parlare, serio. «E tu che fai? Appari dal passato, in carne ed ossa». Lei stava per rispondere ma lui glielo impedì. Le sue mani la trascinarono a terra. La toccarono senza chiedere il permesso. La strinsero forte e con una leggera violenza. 

Ugo DomeniconiAll’improvviso uno squarcio di sole aprì il cielo. La pioggia smise di cadere rumorosamente e sul lago comparvero chiare le sagome di quel paese sull’altra sponda dove si erano conosciuti e dove tutto era cominciato. E fu nel pensare a quello, che lui trovò il coraggio di pronunciare una prima frase. Forse perché pensava che se sull’altra sponda del lago tutto era iniziato, su questa dove si trovavano ora forse tutto sarebbe giustamente finito.

Linda Moon Il cielo si comportava in maniera strana, quasi provasse le stesse emozioni di Erika e Mattia. Uno strano silenzio era calato su quel muretto dove erano tornati a sedere. Lei non riusciva a parlare. Era stata presa con un apparente violenza, ma che celava una grande passione che le era mancata da morire. Allora lui aveva sofferto più di lei. E forse era sincero quando le aveva detto più volte che il suo tradimento era stato un errore di cui si era pentito. Voleva parlargli, ma lui l’anticipò.

Alberto SartoriAttaccò lui: «Hai visto l’ultimo film di Tarantino?». Non poteva fare domanda peggiore. Lui che eterno sognatore aveva ormai dimenticato le vie da percorrere per l’amore, affranto e abbattuto da quei venti mattutini di una vita spinta dalle cicatrici della memoria.

Aldo Ferrarese – Avrebbe voluto stringerla di nuovo a sé e dirle quanto le era mancata, delle notti insonni passate a piangere, delle lacrime che aveva versato. Avrebbe voluto chiederle scusa, dirle ti amo. Ma non ci riuscì. Il rimorso per lo sbaglio commesso ancora lo divorava e la vergogna gli inaridiva la lingua.  Lei sorrise sarcastica prima di rispondere.

Laura Flaminio — «Si, l’ho visto ed anche se, come sai, non è tra i miei registi preferiti, mi è piaciuto. Soprattutto sono riuscita a guardarlo dall’inizio alla fine. Da poco ho riacquistato la capacità di concentrarmi sulle cose. E questo mi rende felice».

Linda Moon — Fissò l’orizzonte mostrandosi sicura. Non voleva far trasparire la fragilità che ancora la faceva da padrona al suo cuore. “Che domanda stupida ha fatto” aveva pensato, ma per un attimo la riportò alla loro quotidianità, quando litigavano per il film da vedere al cinema. Avrebbe voluto sorridere ma solo in quel momento si accorse che era una cosa che non faceva da un po’. 

Maurizio Babini«Vedi» continuò lei accennando un sorriso che da tempo non le si vedeva in volto. Quello sincero e morbido che innescava una serie di meccanismi da farla apparire splendida agli occhi di chiunque. «Se avessi del cibo ora lo getterei nell’acqua a quelle povere anatrelle».
«E questo cosa significa?» domandò lui inarcando le sopracciglia.
«Significa che ho notato quelle povere anatrelle e ho avuto un pensiero per loro. Mi ero così chiusa in me stessa da non riuscire più a vedere nulla di ciò che mi circondava. La mia mente era così pesante, chiusa nella gabbia che il dolore le aveva costruito attorno. A volte mi chiedo come abbia fatto anche solo a mangiare.»

Aldo Ferrarese — «Mi dispiace Erika, io mi sento colpevole».
«È questo ciò che più mi ferisce, Mattia! Ti dispiace, ti senti in colpa, mi salti addosso senza nemmeno chiedermi se io lo voglio oppure no.  Io, Io Io , solo io. Non riesci ad andare al di là di te stesso. Ma di me ti interessa davvero qualcosa? Io avrei saputo addirittura perdonare, ma tu nemmeno ti accorgi di avere a che fare con un altro essere umano, con idee e sentimenti. Ti accorgi solo del tuo dolore, del tuo rimorso, dei tuoi bisogni. Ho pianto, ho passato notti insonni, ho rinunciato a vivere, ho…».

Nazzario AndreelloLui interruppe quella conversazione mentre fissava lo scenario sotto un bellissimo cielo d’agosto. «Andiamo a bere qualcosa». La fissò. «Rischiamo di bagnarci, non ha smesso di piovere del tutto…». Lei rimase in silenzio. Sentire le gocce accarezzare il viso le procurava piacere, poi fece un cenno di approvazione con il capo. Lo prese per mano e si diressero nel locale più vicino. Quando lesse il nome, Igloo, ci rimase di sasso.

Linda MoonNon aveva idea che quel locale fosse ancora aperto. Si vociferava che avessero deciso di chiuderlo, invece il giardino esterno brulicava di persone impegnate a bere i loro dissetanti drink. Avevano sempre parlato di andarci, ma non era mai successo ed era davvero assurdo che si trovassero lì proprio ora. Mattia la guardò senza dire nulla, forse sapeva che era meglio non peggiorare una situazione già precaria. Erika invece si era stupita di quel gesto. Gli aveva preso la mano come fosse una cosa normale, come fossero ancora la coppia felice di un tempo. Il suo cuore batteva forte e nella sua testa pensava ad una cosa sola. Una parola. Sei lettere… 

Massimo DonàManchi. Era la parola che avrebbe tanto voluto urlare a quel cielo grigio, ma che ora, nel momento in cui servirebbe, stentava ad uscire dalle labbra seccate dal vento. Il suo sguardo, però, la tradì e fece capire ciò che pensava. «Lo so!» disse lui, senza aver sentito quella parola intrappolata nella gola. «Come lo sai? Sai cosa?». 
«Lo so, l’ho sempre saputo, che nonostante le tempeste che la vita ci ha sputato addosso avremmo resistito, che ce l’avremmo fatta e saremmo giunti nella stessa riva di questo lago, sotto la pioggia, ad urlare quanto ci siamo mancati!»

…continuano gli autori per il finale…

Erika bevve un sorso d’acqua. Ascoltava distrattamente quello che Mattia le stava dicendo. Nella sua testa non sapeva cosa fare. Ne era ancora innamorata, ma lui l’aveva tradita e questo aveva rovinato il loro rapporto e scalfito la fiducia che aveva nei suoi confronti. Era buffo che si trovassero in quel lato del lago, quando a quello opposto la loro storia aveva avuto inizio. Era forse un segno? Voleva dire che quello era ufficialmente un addio? «Erika?». Lei lo guardò. Era chiaro che le avesse chiesto qualcosa, ma non aveva colto la sua domanda. «Scusa» disse lei. «Puoi ripetere?».
«Certo» rispose lui, poi gonfiò le guance e se ne uscì con una sonora pernacchia. Erika rimase in silenzio, sgranando gli occhi. Lui la fissò con lo sguardo confuso ma buffo. In quel momento pensò che fosse molto bella e che era con lei che voleva stare. Lei pensò che gli era mancato il suo lato spensierato e per quanto lo odiasse, non avrebbe voluto essere da nessun’altra parte. Dopo qualche istante scoppiarono entrambi a ridere, senza riuscire a fermarsi, e quella leggerezza, quella gioia, li accompagnò per il resto della serata, mano nella mano.

FINE

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