Rompendo il Silenzio II

“Asia, credo che tu sia pronta per tornare al lavoro. Devi tornare alla realtà!” disse Fiona raccogliendo i piatti della cena dal tavolo in sala. “Non me la sento. È ancora troppo presto” replicò Asia sbuffando mentre guardava passivamente la televisione con occhi stanchi e vuoti.

“Credo invece che ti farebbe bene stare in mezzo alla gente. Perché non vieni a lavoro con me domani? Il direttore non ha mai confermato le tue dimissioni”. Asia non rispose, continuando a guardare lo schermo. Fiona non replicò, sperava che la sua amica cambiasse idea, ma poi fu distratta da una telefonata. “Pronto? Sì, sono Fiona. Che cosa? Oh, mio Dio! E dove si trova ora? Va bene, arrivo subito!”. Fiona abbandonò i piatti sporchi per fiondarsi fuori da casa di Asia. “Fiona che cosa succede?” chiese l’amica preoccupata. Finalmente sembrava mostrare una vera reazione. “Niente di importante. Un piccolo imprevisto. Ti chiamo domani!” rispose Fiona dirigendosi verso la porta di casa. “Aspetta, vengo con te. Sembri sconvolta!”. Fiona insistette, chiedendole di fermarsi, ma Asia sembrava improvvisamente tornata quella di un tempo e dopo aver tempestato Fiona di domande, finalmente l’amica si arrese. “Ok, vieni con me”.

“Che cosa sta succedendo?” chiese Asia, cercando di convincere Fiona a parlare. L’amica guidava senza rivolgerle lo sguardo. Era evidente che fosse preoccupata. La telefonata ricevuta l’aveva parecchio scossa. “Si tratta di Sammy” disse improvvisamente. “È una ragazza di vent’anni che vive nel mio stesso palazzo. Tante famiglie cambiate, tante scuole abbandonate,  tanti problemi con la droga e…”. Fiona si interruppe, guardando per un attimo Asia che percepì subito che qualcosa di terribile stava per accadere. “Fiona, che sta succedendo? Voglio la verità!” disse insistendo. “…ed è rimasta incinta”. Gli occhi di Asia si spalancarono ancora di più e un’ondata di terribili ricordi le invase la mente. Julia. Il tetto. Quel salto nel vuoto. Le parole di Fiona la riportarono improvvisamente alla realtà. “Mi ha chiamato il proprietario dell’appartamento. Sembra che Sammy si sia chiusa in bagno e… “. Non continuò la frase, limitandosi a fissare l’amica che la guardava agitata. Per qualche istante dominò il silenzio, poi Fiona disse la verità tutta d’un fiato. “Asia, Sammy ha minacciato di uccidersi”. Una strana sensazione attraversò il corpo di Asia, come un forte calore al petto che arrivò fino alla gola, togliendole per un attimo la parola. Ciò che sentiva era diverso da quello che aveva provato per Julia, eppure qualcosa stava prendendo forma nella sua mente. “Aspettami qui Asia, non è il caso che tu salga e poi… “. Asia la interruppe. “No, voglio salire con te”. Scesero dall’auto e raggiunsero l’appartamento.. La porta d’ingresso era aperta e davanti al bagno c’era il proprietario. “Fiona, finalmente! Non vuole uscire, continua a piangere!”. Fiona passò davanti all’uomo, chiamando la ragazza. “Sammy? Sammy, sono Fiona. Perché non mi dici che cosa è successo?”. Dall’altra parte solo silenzio. “Sammy, ti prego tesoro, rispondi”. Ancora silenzio, poi un urlo. “Vattene via! Andatevene tutti via!”. Sammy piangeva, urlava, batteva i pugni sulla porta come se con quel gesto pensasse di allontanarli dall’appartamento. “Tesoro, apri la porta. Esci e parliamo. Sono qui per te, sono qui per ascoltarti. Ti prego!”. Per qualche secondo ci fu silenzio di nuovo, poi un colpo improvviso alla porta fece sobbalzare sia Fiona che Asia. “Andatevene!” gridava Sammy con tono isterico. Fiona si allontanò in lacrime, cercando il suo cellulare. “Ora chiamo la polizia. Non so che cosa fare… non so che cosa fare… “. Asia guardò Fiona, lo sguardo sconvolto. Sentiva il battito del suo cuore accelerare, quella strana ansia crescere dentro di lei, proprio come quel giorno con Julia. Non conosceva Sammy, non l’aveva mai vista prima, ma sentiva che voleva fare ciò che la sua mente le stava suggerendo. Una parte non voleva agire. Una parte che in quel momento sembrava la più saggia e accorta, ma la parte più debole prese il sopravvento e la costrinse ad agire.

“Fiona, aspetta…”. La donna alzò lo sguardo, senza capire che cosa Asia intendesse fare. “Non chiamare la polizia, aspetta. Dammi qualche minuto con lei”. Fiona le si avvicinò. “Asia, no. Non farlo! Sai che non hai ancora superato l’incidente di Julia…”. Asia sapeva che Fiona si riferiva a Julia, ma insistette nel voler provare a parlare con Sammy. “Lasciami provare”. Fiona rimase a guardare Asia, fissandola dritto negli occhi, poi le fece un cenno col viso e si fece da parte. Asia si piazzò davanti alla porta del bagno, respirò a fondo, poi si fece coraggio e la chiamò. “Sammy?”. Asia avvicinò il viso alla porta. “Chi sei?” chiese la ragazza,, sorpresa di sentire una voce sconosciuta. “Sammy, sono Asia, un’amica di Fiona” disse quasi trattenendo il fiato. “E che cazzo ci fai tu qui? Questa è casa mia! Vattene!” rispose urlando e piangendo. “Sammy per favore calmati! Voglio solo parlarti e capire che cosa è successo”. Sammy non rispose subito. Piangeva continuamente. Asia poteva sentire i suoi deboli singhiozzi. “Sammy, voglio solo che parliamo, poi ti prometto che me ne andrò, ma per favore, parlami”. La voce di Asia era dolce e calma, ma dall’altro lato Sammy non rispondeva. Passarono i minuti, ma niente. Asia chiuse gli occhi, abbassando la testa, triste di non averla convinta a parlare. Si girò verso Fiona, ancora in lacrime, facendole cenno di chiamare la polizia, poi all’improvviso una debole voce si fece sentire. “Sono destinata a deludere tutti…”.

Gli occhi di Asia si illuminarono. Tirò un profondo sospiro e le parlò subito. “Perché dici questo, Sammy?”. La ragazza sembrava camminare avanti e indietro lungo il bagno. Il rumore che Asia sentiva sembrava quello di scarpe che strisciano stanche lungo il pavimento. “Il mio ragazzo mi ha lasciato. Ho perso il lavoro. Non ho amici. Sono un totale fallimento! Che senso ha vivere se non sono nemmeno capace di reagire?”. Sammy scoppiò in un disperato pianto. Sembrava una bambina appena rimproverata dalla madre per aver rotto un vaso molto prezioso. “Sammy, non sei un fallimento. So che non è così e so che sei speciale perché so quanto vali per Fiona. Non appena ha saputo in che situazione ti trovavi ha mollato tutto ed è corsa qui!”. Sammy sembrò soffiarsi il naso. “È qui solo perché le faccio pena! Vi prego, andatevene, lasciatemi sola!”. Asia sentì uno strano rumore, come un cigolio. Intuì che Sammy stava aprendo la finestra del bagno. “Sammy! Sammy!”. Si interruppe improvvisamente. Il volto di Julia le stava davanti, triste e spento. I capelli scompigliati dal vento. I piedi sporchi di terra. Per qualche secondo le venne un nodo alla gola, voleva scappare lontano da quell’appartamento, ma quando riaprì gli occhi, guardò Fiona. Era terrorizzata, anche se il suo sguardo sembrava celare qualcosa. Incapace di capire che cosa stessero dicendo i suoi occhi, svuotò la mente da Julia e dlle ultime strane sensazioni che avevano abitato il suo corpo fino a quel momento, ritrovandosi a parlare improvvisamente sicura di sé, il tono calmo ma determinato. “Sammy, se sei sicura di quello che dici e vuoi farla finita, allora fallo”. Fiona le si avvicinò di scatto agitata, gli occhi sbarrati e lucidi, ma Asia continuò a parlare senza darle il tempo di reagire. “Ti chiedo però, prima di farlo, di aprire la porta e di guardare Fiona negli occhi in questo momento. Ti chiedo solo questo, poi ti prometto che ti lasceremo in pace, ma ti prego Sammy, apri questa porta e guarda Fiona. Dimmi che cosa vedi nei suoi occhi in questo momento”. Ci fu un grande silenzio. Totale e assoluto silenzio. Un silenzio che sembrava interminabile. La finestra sembrò sbattere contro la parete del bagno. Asia, Fiona e il proprietario dell’appartamento si guardarono a lungo senza sapere che cosa fare, ma poi l’uomo disse ad Asia di farsi da parte, pronto a buttare giù la porta del bagno, quando all’improvviso questa si aprì lentamente.

Asia si scostò leggermente. Sammy apparve oltre la porta, guardandosi intorno. I suoi occhi erano arrossati e il volto triste e spaventato guardava Asia con una leggera riluttanza. “Ciao Sammy” le disse accennando un sorriso. Sammy si limitò a guardarla, poi fece un paio di passi in avanti, oltrepassando la soglia del bagno e guardò Fiona. Anche i suoi occhi erano arrossati, ma a dominare il suo sguardo erano terrore e ansia. Si guardarono a lungo, in silenzio. Non servivano parole, perché entrambe potevano chiaramente percepire le reciproche sensazioni. Fiona provò a fare un passo in avanti, molto lentamente, tendendo una mano verso Sammy. La ragazza piangeva in silenzio, stringendo le mani a pugno. Asia respirava appena, la tensione la teneva in sospeso. Sperava di averla convinta che si sbagliava riguardo all’idea che si era fatta di se stessa, fiduciosa di poter parlare ancora con lei. Sentiva di volerlo fare. Lentamente i pugni si aprirono e sul suo viso apparve un piccolo, minuscolo sorriso. In quel momento Fiona le si fiondò addosso, stringendola in un abbraccio e Sammy si lasciò andare in un lungo pianto, stringendosi forte alle braccia di lei.

Al terzo squillo Fiona rispose al telefono. “Ciao Asia!”. Dall’altro lato una voce allegra la salutò. “Ciao Fiona, ci vediamo per cena, giusto?”. Fiona rispose frettolosamente. “Sì, certo. Ho avuto un piccolo imprevisto. Appena mi libero ti raggiungo” e riattaccò il telefono, avvicinandosi ad un autobus che si stava fermando proprio in quel momento a pochi metri da lei. Diverse persone scesero dirigendosi chi a destra, chi a sinistra, poi un volto familiare le apparve davanti. “Ciao Fiona” disse Sammy trascinando un enorme borsone. “Ciao Sammy, allora la prossima destinazione sarà Parigi?” chiese curiosa, sapendo già la risposta. “Sì, un’amica che vive lì mi ospita”. Fiona le mostrò un accenno di sorriso. “E che cosa farai una volta arrivata lì?”. Sammy si accese una sigaretta. “La mia amica mi ha parlato di un’ottima scuola di fotografia e ora posso permettermelo!” disse sfoggiando uno sguardo furbo e serio allo stesso tempo. “Te lo sei meritato! Ecco qui quanto promesso”. Fiona porse a Sammy una busta. All suo interno un’ingente somma di denaro. Alla vista di tutti quei soldi Sammy non poté non sorridere nuovamente. “Allora siamo a posto. L’accordo è concluso. Buon viaggio Sammy!” disse Fiona voltandosi. La ragazza gettò a terra la sigaretta, buttando fuori una lunga scia di fumo senza smettere di guardarla mentre si stava allontanando. “Spero ne sia valsa la pena pagare qualcuno per inscenare un finto suicidio”. Fiona si voltò guardandola, gli occhi lucidi, colpevoli ma coscienti di aver fatto la cosa giusta. Sì, ne è valsa la pena… “.

Sammy le rivolse un piccolo sorriso, poi si voltò per raggiungere la stazione dall’altro lato della strada. Fiona la osservò esitante. Aveva voluto chiudere la questione di fretta, ma una parte di lei era curiosa di sapere che cosa Asia le avesse detto in quei pochi minuti in cui avevano parlato solamente loro due. Aveva insistito molto per farlo e la cosa l’aveva incuriosita, anche se per lei ora l’importante era che la sua amica stesse bene. Eppure aveva addosso uno strano sentore. Scacciò quel pensiero scuotendo il capo, come se con quel gesto fosse possibile far scivolare ogni dubbio e si avviò all’auto, ma poi la parta più curiosa ebbe la meglio.

l’ultima parte del breve racconto prosegue con un finale diabolico, come da vostra scelta tramite il sondaggio che ho proposto. Seguimi su Instagram e Facebook per partecipare al prossimo sondaggio!

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