Archivi tag: 5min

Book Bank, libri d’altri tempi

Una libreria i cui ingredienti principali sono i libri e i ricordi.
Questa libreria è una di quelle scoperte che ti fanno capire che i sogni sono realizzabili.

In questo articolo parlo di:

Chi è Book Bank e come l’ho scoperta

 

Il 22 maggio ero in fila per entrare al Salone del Libro a Torino. Era la mia prima volta e come “quella prima volta” è stato un bellissimo casino. Potete leggere qui la mia rocambolesca giornata al salone!

Ad ogni modo, parlando con due signore, ho scoperto l’esistenza di una singolare libreria di Piacenza, la Book Bank, e nel viaggio verso casa non potevo non fermarmi a visitarla.

Sara, la proprietaria, è una persona dolcissima e lo si percepisce già dai primi messaggi scambiati su whatsapp. Il suo progetto è a dir poco adrenalinico: ha tante idee e tante ne ha realizzate. La sua libreria non è solo un luogo per scoprire libri, ma è anche una bottega e, forse per alcune persone, persino una seconda casa [per me lo sarebbe di sicuro!].

Alla libreria Book Bank trovi libri usati di ogni genere: rari, antichi, prime edizioni. E a circondare tutti questi tesori c’è l’oggettistica studiata con tanta passione, nata dal concetto di riciclo. Puoi bere un caffè, scoprire tipologie di miele e vini. E ancora biscotti, cioccolato, persino birre. La vera chicca, per me, sono le tisane letterarie legate a personaggi dei libri o che i libri li hanno proprio scritti.

Alla voce Chi Sono, Sara presenta la sua libreria con un raggiante sorriso e ci invita a uscire di casa per comprare un libro, scrollando di dosso la tentazione di farlo online e perdere il gusto di osservare gli scaffali e scovare il libro che fa per noi. E se non è solo un libro ciò che stiamo cercando, possiamo prendere parte a laboratori, corsi ed eventi davvero coinvolgenti, come gli incontri in cui si parla di letteratura in inglese [Teatime with Jane] o in francese [Un venne de vin avec Jeanpaul]. Oppure perderci tra i vari oggetti artigianali sparsi nel negozio.

Questa libreria racchiude un mondo e un gruppo di persone [scoprile in fondo a questa pagina] con cui relazionarsi e scambiare due chiacchiere, sorseggiando un tè letterario o un buon vino. Un posto dove estraniarsi dalla realtà e finire, in un certo senso, quasi dentro a un libro.

Libri e Ricordi

La vetrina è un chiaro invito a entrare, a leggere, a sfogliare i tanti libri usati che vengono recuperati [grazie a Giovanni, detto “il Geppetto”, lui si occupa della “remise-en-form” dei volumi più antichi] per dar loro un’altra vita tra le mani di un altro lettore. Un passaparola, o meglio un passalibro, davvero invitante. Ancora prima di varcare la soglia, sono rimasta colpita da questo atto di fiducia che Sara nutre verso ogni persona. Di fianco all’entrata, infatti, c’è una libreria con quattro ripiani, colma di libri, e una scritta che dice: ”Mi fido di te. Se scegli un libro infila 1 euro sotto la porta“.
A volte, all’apertura del negozio, Sara trova per terra alcune monete, segno che qualcuno ha trovato una nuova lettura e lasciato il compenso, come richiesto.

Le chicche di questo negozio, però, non finiscono qui. Ci sono i libri al buio, incartati e con solo qualche indizio a identificarli, oggettistica realizzata riciclando vecchi libri, ma quelle più peculiari e che vi segnalo sono le seguenti:

I pesantoni 

Un insieme di libri diventa un reggilibro. Realizzati con vecchi testi che non si reggono più in piedi da soli. L’idea che Sara elabora nasce pensando ai suoi genitori: brontoloni, acciaccati ma sempre uniti e ora nonni dei suoi nipoti, nonché riferimento per le nuove generazioni. Tenuti insieme da un unico filo, sono legati come si legavano una volta gli arrosti. Scoprili qui!
[ascolta Sara su Instagram]

Le Conserve Letterarie

Barattoli pieni di frasi da custodire come un piccolo tesoro, un rifugio per la mente, da tenere per sé o da condividere con gli amici più cari. Citazioni più o meno conosciute, consigli letterari scelti con cura e annotati dopo ogni lettura dalla tua libraia preferita: io!” – Sara di Book Bank

Questa la spiegazione presente nella brochure: scoprile subito!
Anche qui Sara sguinzaglia un altro ricordo: quello delle sue prozie!

Durante la quarantena da covid, Sara si vuole concentrare sui pensieri felici. Ricorda di quando era bambina e i continui litigi tra le sorelle della nonna. Solo su una cosa erano d’accordo: la percentuale di frutta che doveva essere presente in una conserva,  ovvero il 70%. 
[ascolta Sara su Instagram]

Da questo ricordo, Sara ha creato tre vasetti, uno per ogni prozia. All’interno di ognuno ci sono 70 biglietti tra citazioni e consigli letterari, la descrizione della personalità di ogni prozia, un numero – il 42 – il cui significato è chiaro per chi legge molto, dice lei. E infine, una castagna matta: nella tradizione contadina pare che mettendola nella tasca del cappotto si eviti di prendere il raffreddore. Voi ci credete? Io ho la castagna e ve lo dirò tra qualche mese… Ma chi sono queste prozie? Ve le presento qui:

Zia Ester, ottima cuoca che non dava mai una ricetta giusta! Le sue citazioni e i suoi consigli letterari sono sempre a tema culinario!

Zia Teresa, rinchiusa nel suo mondo, propina frasi oniriche, poesie, aforismi che offrono interessanti a spunti di lettura!

Zia Elide, grande viaggiatrice, ma solo in pullman, portava sempre con sé un mazzo di carte che teneva in borsa!

La compagnia del ritorno

Sembra il titolo di una trilogia che potrebbe benissimo oscurare quella di Tolkien con Frodo e compagnia bella! Di cosa si tratta? Di recuperare i libri invece di mandarli al macero.

Sono libri così vecchi che ormai non trovano più posto da nessuna parte e che, tra le mani di Sara e Giovanni [il famoso Geppetto, nonché compagno di vita e di libri] rinascono per diventare oggetti artigianali di tutto rispetto. Scatole, taccuini, soprammobili e altro ancora: trova il tuo preferito qui!

Infine, ma non da meno, ci sono i Buoni Felicità, due speciali proposte che Sara offre ai suoi clienti, o meglio, lettori. Sono entrambe iniziative fantastiche da concedere a se stessi o da regalare a una persona amica: Una libraia tutta per sé e Colibrì. Riporto qui i volantini che Sara mi ha lasciato. Quale scegliereste per primo? Io davvero non saprei!

I miei acquisti “Top Secret”

Mi ero ripromessa di acquistare un quantitativo limitato di libri, ma pensandoci bene avevo promesso di farlo al Salone del Libro e la libreria Book Bank è fuori da quella giurisdizione, per cui mi sono concessa tre testi a cui non ho potuto dire di no. Ho spiegato a Sara la mia passione per i racconti brevi e ha tirato fuori di tutto e di più, come se la libreria si fosse trasformata nella borsa di Mary Poppins.

A proposito, perché li ho definiti “Top Secret”? Bè, il mio compagno sapeva della mia promessa, così l’ho tenuto all’oscuro sugli acquisti. Forse scoprirà il mio misfatto tramite questo articolo, o forse no. Auguratemi buona fortuna e organizzate la vostra visita presso la libreria Book Bank, ne rimarrete più che soddisfatti e uscirete con una pura iniezione di librosa adrenalina! Ecco i miei preziosi acquisti! 

Leggi di più
Leggi di più
Leggi di più

SPAZIO PER IL LETTORE


Ti è piaciuto l’articolo? Lascia un commento.
Oppure, se ti fa piacere, contattami qui per uno scambio diretto di opinioni.
Sarà un piacere bere un caffè online con te!

Il Salone del Libro [per me!]

Il salone del libro – Cuori Selvaggi

Ti racconto l’esperienza del mio [unico] giorno all’evento editoriale più atteso dell’anno

In questo articolo parlo di:

Cos’è il Salone del libro [per me]?
La mia maratona all’evento
Acquisti con budget!

A differenza degli eventi editoriali che ho visitato dall’inizio del 2022 [leggi Testo e Book Pride], questo è stato quello in cui i contatti personali hanno avuto la meglio su libri e case editrici. 
Che cosa intendo? Molte persone che ho conosciuto tramite i social erano al salone ed è stata l’occasione per bere un caffè non più virtuale. Il motivo comune per tutti erano i libri, ma questa edizione è stata anche una riunione tra amici, proprio come i protagonisti della serie televisiva Friends.

           

Cos’è il Salone del libro [per me]?

In poche parole, “Il casinò dei libri”. Questo evento ti inghiottisce e ti trasporta in un’altra realtà, tra una sensazione elettrizzante e una disorientante al tempo stesso. Si tratta di un evento che merita di essere visto almeno una volta nella vita e tenere il passo con gli eventi e le lunghe chiacchiere agli stand diventa una sorta d’impresa. Incredibile ma vero, il mio programma è andato all’aria non appena varcata la soglia. Penso di aver vissuto ciò che potremo definire una “sbronza da salone del libro” [un po’ come bere tre tequila di fila…].

Se da un lato non ho visto tutto quello che volevo vedere, a conferma che un solo giorno di salone è pura follia, dall’altra parte ho passato la giornata in compagnia di nuove amicizie e contatti che da adesso in poi faranno parte del mio percorso editoriale; e direi che non è male come “bottino”.
Ad ogni modo, elenco qui di seguito le tre attrazioni che più mi hanno colpito e che credo abbiano attratto la maggior parte del pubblico.

 

Il padiglione Oval
A mio avviso il più bello di tutti, dove la crème de la crème era riunita. All’interno dell’Oval c’erano le case editrici più note come Mondadori, Bompiani, Adelphi. Lo stand di Audible spiccava come una stella nel cielo e le giganti cuffie, dalle quali udiva un brano narrato, erano la ciliegina sulla torta! Un podcast che ho iniziato ad ascoltare è La felicità della ricerca di Gianluca Gotto.

Il Bosco degli Scrittori
Un vero e proprio bosco disposto all’interno del padiglione Oval a cura di Aboca Edizioni, il Bosco degli Scrittori è anche il nome di una collana della casa editrice. Composto da più di 1000 specie vegetali tra piante, alberi e arbusti, si estendeva su circa 200 metri quadrati e ospitava alcune pubblicazioni della casa editrice. Nel frattempo, si svolgevano diversi incontri a tema sostenibilità da parte di penne della famiglia di Aboca Edizioni, ma anche di personalità internazionali.

La Torre dei Libri
Un’immensa installazione e punto di riferimento per foto, selfie e video. Realizzata dall’artista François Confino e posizionata all’interno del padiglione 1 – area dedicata alle case editrici nate da meno due anni – era in buona compagnia con altri noti nomi del settore come Libraccio che sfoggiava un lunghissimo stand colmo di libri, luci al neon e frasi d’impatto come “Leggi, sogna, riusa, ricicla, rivendi, regala. Un libro non finisce mai” e la storica libreria Luxemburg situata in centro a Torino [che ho visitato il giorno prima e di cui vi parlerò presto!].

Progetto-senza-titolo-min


La mia maratona all’evento

Avevo preparato una lista scritta di stand e personalità da incontrare. Avevo persino segnato il percorso sull’enorme mappa del salone: una versione triplicata del foglio illustrativo di un medicinale. Nonostante tutta questa minuziosa preparazione, sono stata letteralmente travolta dal caos! 

Arrivata al salone in largo anticipo per evitare problemi di parcheggio e fila, ero d’accordo di incontrare Francesco, un ragazzo a cui piace scrivere e che un libro l’ha pure scritto, conosciuto su Instagram come @limmemore. Incontro rivelatosi salvifico perché mi ha evitato una lunga fila sotto al sole. Dopo mezz’ora ha dovuto salutarmi per rientrare a casa ma sono rimasta in buona compagnia perché ho iniziato un’interessante conversazione con due signore in fila davanti a me. Abbiamo parlato degli eventi e stand che volevamo visitare, ma quando è emersa la parola “racconti” non ci ho più visto. Come grande fan della forma breve, ho scambiato consigli con Wilma, una delle signore con la mia stessa passione che mi ha fatto scoprire, tra l’altro, una libreria di Piacenza, visitata al rientro a casa [anche di questo ve ne parlerò presto!].
Per me il salone era già iniziato durante la fila! 

Il tempo di ripassare la lista scritta, sono stata raggiunta da Federica, social media manager conosciuta su Instagram come @literaryandcoffesociety che mi ha introdotto a due suoi amici con la quale ho condiviso la maggior parte del tour tra i vari stand, tra i quali quello della scuola Holden. Seduta al loro tavolo, mi hanno fatto pescare una carta e leggere l’incipit sulla base del quale avrei dovuto scrivere, proprio lì sul momento, un racconto in uno spazio grande quanto una carta da gioco. A cosa fatta, hanno appeso la mia brevissima storia su una parete assieme ad altre.

          

Dopo una veloce pausa pranzo, ci siamo divisi per vedere ognuno i propri angoli d’interesse, ma arrivata alla Morellini editore ho scoperto di aver mancato la scrittrice Barbara Uccelli e l’occasione di parlare della sua raccolta di racconti “Le relazioni sperimentali” e farlo autografare. Mi è dispiaciuto molto e, quando l’ho contattata per chiederle se sarebbe tornata al salone nel pomeriggio, mi ha detto di no ma che mi aspetta a Milano per un caffè! E io la prendo in parola: prevedo un viaggio nel milanese i primi di luglio. Nel frattempo, leggo i suoi racconti che mi stanno lentamente conquistando. [e indovinate? Ve ne parlerò presto!]

Ho incontrato dal vivo anche l’intero team di Accademia della Scrittura, i professionisti che si stanno prendendo cura del mio romanzo. È stato bello incontrarli di persona e parlare del prossimo numero della loro rivista, Read Magazine, in uscita a settembre. E, tra una chiacchiera e l’altra, ho scoperto che la designer della mia copertina, @catnip_design era presente con un piccolo stand. Non potevo non conoscerla e caricarla di ansia dicendole che ho molte aspettative sulla copertina in elaborazione!

Alle quattro e mezzo ero pronta per un altro incontro, quello con Liliana Marchesi e a cui tenevo di più perché legato al lancio della 2°edizione del mio romanzo, Io diversa da me. Conosciuta tramite instagram, ci siamo incontrate per una consulenza riguardo alla strategia di lancio ed è stato un incontro molto piacevole che è poi sconfinato in chiacchiere su esperienze personali di entrambe.

IMG20220522195016-scaled-min

Attorno alle sette ero rimasta sola, la folla attorno era decisamente diminuita. Si era quindi creata un’ottima situazione per fare una maratona di tutti e tre i padiglioni, soffermarmi in quelli che più mi incuriosivano e fare foto o video in cui lo stand fosse finalmente protagonista senza la massa di gente stipata nei corridoi.

Nella mia lista era rimasto in sospeso un incontro con una personalità singolare, Chiara Trevisan, conosciuta tramite l’articolo “Chiara Trevisan, la lettrice vis à vis che legge le storie ai passanti”. Speravo di incontrarla in centro a Torino dove solitamente appare per parlare di libri con i passanti, ma dopo averla contattata ho scoperto che sarebbe stata allo stand della Miraggi Edizioni con un progetto speciale: la bibliomanzia. In cosa consiste? Mentre facevo girare la ruota di una bici posizionata orizzontalmente, Chiara avvicinava un piccolo cartoncino, una sorta di freccia. Il foglio prescelto, un bugiardino, mi ha portato ad un libro che Chiara ha iniziato a sfogliare fino a quando non ho detto stop. Ha letto la prima riga della pagina scelta e le ho sorriso perché mi sono rivista nelle parole lette, incredibile davvero! Volete sapere di quale libro si tratta? Scopritelo qui!

Ultimo incontro, non programmato, è stato con l’autore Maurizio Vicedomini. Il suo testo “Sul racconto” è un’analisi sulla forma breve che ho trovato davvero stimolante. E dopo uno scambio di chiacchiere mi ha consigliato una raccolta di racconti da leggere. Scoprite qui di cosa si tratta! Tra l’altro, è direttore editoriale della rivista Grado Zero che permette l’invio di racconti seguendo specifiche composizioni: scopri tutti qui.

Insomma, felice di aver visitato il salone ma ancora più felice delle persone incontrate, tra cui Luca Briasco, direttore editoriale della Minimum Fax; carismatica figura con un modo tutto suo di parlare di editoria e libri e che, a mio avviso, ha la capacità di farti innamorare della lettura.
Insomma, il salone presenterà anche il meglio dell’editoria italiana, ma a mio avviso è prima di tutto un luogo di incontri, di amicizie e di totale perdizione con migliaia di libri come sfondo.

Acquisti con budget!

Reduce da numerosi acquisti di libri, nuovi e usati, questa volta ho dovuto stabilire un budget nel rispetto dei libri che devo ancora leggere e per evitare di portare il mio compagno a cambiare la serratura della porta di casa [donna avvisata, mezza salvata!].

La scelta è stata ardua, ma avendo individuato un prodotto in linea con la mia grande passione, i racconti, ho trovato la perfetta soluzione presso la casa editrice Tetra che vi consiglio di visitare online per scoprire il loro ambizioso progetto che gira attorno ad un numero che vi svelo subito: quattro.

                                                               

Quattro penne, quattro racconti, quattro stili diversi. Nello specifico: Paolo Zardi, Emanuela Canepa, Andrea Donaera, Valerio Aiolli. E una shopper in omaggio! Avrei voluto acquistare molto altro, ma mi sono limitata a metterli in una lista che condivido qui con voi!

Romanzi
Il bambino intermittente di Luca Ragagnin
La voce del Geco di Aldo Boraschi
A cosa servono le ragazze di David Blixt

Racconti
TUTTI QUELLI DELLA CASA EDITRICE RACCONTI!!!
Sfogliare il loro catalogo!!! 

SPAZIO PER IL LETTORE

Ti è piaciuto l’articolo? Lascia un commento.
Oppure, se ti fa piacere, contattami qui per uno scambio diretto di opinioni.
Sarà un piacere bere un caffè online con te!


L’articolo è scritto in collaborazione con:

Scuola Martin Eden
“Fai salpare le tue storie”

Scuola di scrittura creativa a Padova 
Facebook & Instagram
info@martin-eden.it 

Libreria Sopra la Penna

Una libreria aperta nel cuore di un piccolo paese. Davvero piccolo.
Un posto in cui si respira con i libri, sorseggiando il tè di Jane Austin, di fronte ad un panorama mozzafiato. 

On the road destinazione librerie, ancora!

Perché ancora, vi chiederete? Ve lo spiego subito: nell’articolo precedente vi parlavo del mio viaggio on the road con un campervan 4X4 che mi ha portato a girare Marche, Abruzzo, Lazio e Toscana in dolce compagnia e a visitare una libreria aperta fino a tarda sera [leggi qui]. La peculiarità, però, non sta nel viaggio quanto nell’itinerario. Ebbene sì, l’ho programmato in base alle librerie che volevo visitare!

Mi piace dire che “la seduzione dei libri tira più di un carro di buoi” e lo confermo per l’ennesima volta perché ho calcolato tempi e chilometri pur di arrivare alla Libreria Sopra la Penna all’orario concordato con la proprietaria, Alba Donati, che è stata così gentile da aprire i cancelli della sua magica libreria in un caldo pomeriggio di maggio.

Libreria sopra la penna

Come nasce questa libreria nel cuore di un piccolo borgo, Lucignana, attrazione ormai nota che attira persone da ogni regione? L’idea è partita da Alba Donati e, non ho resistito, riporto una breve conversazione sulla nascita di questo posto che ha qualcosa di magico:

“Romano, vorrei aprire una libreria nel mio paese”
“Bene, quanti abitanti fa?”
“170”
“Bene 170mila diviso…”
“Non 170mila, 170.”
“Sei pazza”

[Conversazione tra Alba Donati e Romano Montroni, fondatore delle Librerie Feltrinelli]

Non si può dire che Alba non abbia passione e coraggio, perché ne ha da vendere! Ho conosciuto altre realtà editoriali indipendenti e ogni volta ho la conferma dell’immensa potenza dei libri e che sono in gradi di sopravvivere sempre e a tutto!

Dopo una passeggiata nelle strade di Volterra, ho ripreso posto alla guida, direzione Lucignana. I paesaggi erano così belli che avrei voluto inghiottirli per assaporarli appieno; la sola vista era limitativa. Le strade, a mano a mano che raggiungevo il paese, erano un po’ meno piacevoli invece e, come se non bastasse, ho dovuto parcheggiare il 4X4 in uno spazio adeguato e fare una breve ma ripida salita fino alla libreria. Ero sfinita, ma non appena ho varcato il cancello verde sono rinata e non scherzo!

Il giardino è bellissimo, di un verde brillante, una coccola per gli occhi. Prima di raggiungere l’interno della libreria mi sono presa del tempo per ammirare ogni angolo. Le sedie con i tavolini, una valigia con dei simpatici gadget al suo interno, i libri bruciati, sopravvissuti all’incendio di quel terribile gennaio del 2020. 

Infatti la libreria, aperta grazie ad un’azione di crowdfunding iniziata nell’aprile del 2019, è stata inaugurata ufficialmente il 7 dicembre dello stesso anno. Un corto circuito l’ha mandata in fiamme, ma non ha bruciato la determinazione di Alba che è riuscita a rimetterla in piedi grazie all’aiuto della comunità del paese e dei lettori.

Un grande gesto e un grande risultato che possiamo ammirare di persona e dove possiamo acquistare originali quaderni per i nostri appunti, libri sia classici che contemporanei – anche per l’infanzia – e anche delle bellissime edizioni illustrate di Ippocampo Edizioni che io ADORO!

Chicca della libreria è l’accoglienza con del tè da gustare in raffinate tazze di porcellana. Una delizia!

La Libreria Sopra la Penna è una meta da visitare per nutrire gli occhi, il cuore e l’anima. E non dimentichiamoci che ad appena mezz’ora da lì c’è Lucca, un’altra meta che merita la nostra attenzione e che io, ovviamente, ho visitato quello stesso giorno, la sera, camminando lungo le vie del centro, oltre le alte mura che lo circondano.

I miei acquisti libreschi

Come sempre, ho cercato prima di tutto qualche raccolta di racconti e mi è stato consigliato di leggere La vita dentro di Edwidge Danticat, scrittrice haitiana.

Mi sono poi lasciata sedurre da due testi molto intriganti, entrambi della casa editrice Franco Cesati Editore e dai libri muti [scoperti da Alba al Moma di New York]; ho acquistato quello a tema Alice nel paese delle meraviglie e ho già iniziato a riempirlo di appunti!

Infine, ma non meno importante, ho preso il libro scritto da Alba Donati, La libreria sulla collina, con tanto di dedica! Ecco qui di seguito le foto dei libri completi di link per un vostro potenziale acquisto.

SPAZIO PER IL LETTORE

Ti è piaciuto l’articolo?
Lascia un commento.

Oppure, se ti fa piacere, contattami qui per uno scambio diretto di opinioni. Sarà un piacere bere un caffè online con te!

Il Libraio di Notte

Una libreria aperta fino a sera.
Viaggiare per dedicare tempo a se stessi. Scoprire nuovi luoghi e nuovi libri. Un sogno alla portata di tutti!

On the road: destinazione librerie

Un viaggio basato non solo sulle città da visitare, ma soprattutto in base alle librerie dove è d’obbligo una visita! Ecco come ho organizzato il mio primo viaggio on the road con un furgone camperizzato [tramite Goboony] e in dolce compagnia. Mi è stato imposto un limite perché si voleva anche godere dei paesaggi e della loro bellezza, ma l’amore per i libri e la scrittura hanno un posto sempre in prima fila nonostante il rapporto con il mio partner e così, scesi a compromessi, ne ho individuata una in Abruzzo, intanto. Il 4×4 dallo stile essenziale, perfettamente nelle nostre corde, ci ha accompagnati lungo le strade, a volte tortuose, della costa abruzzese fino all’entroterra, precisamente a Popoli, un piccolo e carinissimo borgo in provincia di Pescara. Come dico io, la seduzione dei libri tira più di un carro di buoi.

Il libraio di notte, chi?

Ho scoperto questa libreria interpellando Sir Google! Cercavo un posto particolare, uno che meritasse di ricevere una nuova visita – e un’eventuale deviazione di strada dal percorso prefissato – quando mi sono imbattuta in un interessante articolo che parlava di “dodici metri quadri di magia alle pendici dei monti abruzzesi”. Per me è stato un chiaro invito!

In un borgo a ridosso delle montagne, Paolo Fiorucci ha dato vita alla sua libreria. Scelta controversa visto il luogo, ma che fa emergere la grande fiducia e il coraggio di Paolo nel voler portare avanti questo magnifico progetto. Invece di scappare verso la città, ha deciso di “ripopolarla con i libri” in via Cavour 23 dall’insegna in legno che ricorda le botteghe di un tempo. 

Dai trabocchi ho guidato senza sosta fino alla destinazione, curiosa di vedere con i miei occhi questo minuscolo angolo culturale. Ho trovato vecchie edizioni, classici e contemporanei; fumetti e altri svariati generi. In questa libreria è davvero d’obbligo entrare quasi uno alla volta, vista la piccola dimensione, ma ciò che stupisce di più è l’orario. Infatti, la libreria apre il pomeriggio e chiude la notte. Sì, ho detto notte! Dalle 16 alle 22[*]. E, inevitabilmente, mi sono fatta un film una volta arrivata lì: mi sono vista mentre cammino tra le strade del piccolo borgo, sorseggio una birra ghiacciata in piena estate, ammiro la bellezza della chiesa della Santissima Trinità e poi – rullo di tamburi – scorgo una luce provenire da un angolo di paradiso pronto a stupirmi. E così, mentre sorseggio del nettare d’oro, preferibilmente un Inchusa, osservo le copertine, sfoglio le pagine di un libro che mi ha incuriosito, chiedo consiglio a Paolo. Insomma, colpita e affondata…

I miei acquisti libreschi

E da innamorata, non potevo non acquistare dei libri e sostenere questo meraviglioso progetto! Ecco qui di seguito le autrici e gli autori che sono saliti nel mitico campervan diretto poi nell’entroterra toscano, in particolare un libro che Paolo ha voluto donarmi, “Il Prete Bello”. [ogni foto conduce a un link]

Per ricambiare il favore, prossimamente farò una missione per lui – il libraio di notte – che mi ha proposto di fare se ne avrò occasione. E cavolo, l’occasione la trovo, anzi la creo sì! Volete sapere di cosa si tratta?
Visitare la casa di cultura di uno scrittore vicentino: Goffredo Parise!

SPAZIO PER IL LETTORE

Ti è piaciuto l’articolo?
Lascia un commento.

Oppure, se ti fa piacere, contattami qui per uno scambio diretto di opinioni. Sarà un piacere bere un caffè online con te!

I Social: come all’ora di ginnastica!

YouTube. Facebook. TikTok. Instagram. Twitter. LinkedIn. E un pollice a muovere un mondo virtuale che appare più bello di quello nel quale vivi. I profili che segui sono come dei vicini di casa, ma non li incontri in ascensore, lungo le scale, mentre sali in auto quando ti passano di fianco o lungo la strada che percorri per andare a lavoro. Li vedi in quei cerchietti che Instagram propone, o in meravigliose e pensate-ad-arte immagini quadrate 1080 px per 1080 px come esige il social. Ogni contenuto sembra interessante, alcune informazioni le ignoravi; di altre ti chiedi come mai non ci hai pensato tu. Percepisci la stessa sensazione che avevi quando arrivava l’ora di ginnastica a scuola: ansia da prestazione, paura di prendere una pallonata a pallavolo, il fiato corto per l’agitazione che galoppa più veloce di un cavallo in corsa all’ippodromo perché senti di non essere abbastanza per quel mondo che neanche esiste. Tutti appaiono felici, hanno contenuti da condividere e sembra abbiano appreso un nuovo mantra che migliorerà la loro giornata. E questo è solo Instagram.



Su Facebook le notifiche mostrano le novità di alcuni tuoi amici o di gente che hai amica ma che quando vedi online pensi “E quest* chi cazzo è?”. Il pollice non riesce a stare fermo e scrolla, incontrollabile, cosa c’è di nuovo nel mondo delle tue amicizie anche se somiglia di più ad un tabellone di un match: chi fa più punti, vince. Scopri che una coppia ha avuto il terzo figlio, un’amica ha vinto un premio, il cugino del fratello del tuo ex si è trasferito all’estero, la persona che più ti stava sul cazzo ha aperto un’azienda di successo. A quel punto oscuri il telefono.

 

Quando lo riprendi in mano e scopri nuove notifiche legate alle tue recenti pubblicazioni hai la stessa sensazione di quando mangi del cioccolato e guardi tutti i social, perdendoti in video Tik Tok e pensi che forse dovresti puntare a quel social. O magari aprire un canale YouTube. Hai tante idee ma non sai da quale iniziare e poi ricevi un messaggio privato dall’ennesimo social. Una persona che conosci ha ricevuto una bella notizia che potrebbe diventare qualcosa di più concreto. Ti chiedi se sia una condivisione genuina o se sia solo un modo per sbatterti in faccia la sua conquista. La cosa un po’ ti tormenta ma nel frattempo ti congratuli, poi oscuri il telefono. 

Dopo lavoro la voglia di un drink qualsiasi ti attrae. Fai un brindisi con i colleghi, ridete facendo selfie. Tante teste tornano poi chine sugli schermi, i meno tecnologici tornano invece a lamentarsi del lavoro, dello stato, della vita di tutti i giorni. E tu ti fai trascinare dalla massa, sparli, ti adegui. La transumanza si ritrova a casa dell’amico che ha proposto cinese a domicilio. Seguite come degli agenti dell’FBI il rider che arriva sfinito e a cui date solo una stella perché non ha consegnato entro i tempi che secondi voi erano corretti rispetto all’applicazione. Non lo dici a nessuno, ma sei dispiaciuta per il rider e per la sua faccia avvilita ma mandi giù quella sensazione assieme ad un raviolo al vapore intinto in salsa agrodolce.

La maggioranza opta per una commedia e la si guarda con un occhio solo: uno sullo schermo della televisione, uno su quello del cellulare. Mentre gli altri sembrano lavorare alla loro seconda vita, tu fissi lo schermo senza compiere azioni, le notifiche dei tuoi social hanno lo stesso andamento del lavoro di Homer Simpson alla centrale nucleare.

A fine serata saluti tutti e quando raggiungi casa, senti tuo padre russare e vedi tua madre stirare con l’aria di chi preferirebbe buttare il ferro da stiro giù dalla finestra piuttosto che usarlo per stirare la tua camicia. Sei content* perché potrai indossarla domani a lavoro anche se per un attimo ti senti in colpa a non essere tu a stirarla. O forse è per il fatto che vivi ancora con i tuoi genitori.

Sei pront* per dormire. Denti, pigiama, cellulare in carica e il pollice pronto a scrollare come se i feed dei vari social fossero una moderna ninna nanna, ma poi ti fermi. Ti accorgi di aver appoggiato sulla scrivania un biscotto della fortuna avanzato dalla cena. Appoggi il cellulare e lo scarti. Lo spezzi e leggi il biglietto.

Fatichi a prendere sonno. Di solito sono i social il tuo cruccio: le belle vite che tutti espongono, i sorrisi, le vittorie. Tutte cose che vorresti ma non ti appartengono. D’altronde perché si dovrebbe pubblicare il suo opposto? Sarebbe terribile. O forse potrebbe essere il giusto contrappeso che li bilancerebbe? Pensi e ripensi a quella frase e ti chiedi se faresti quella follia o meno. La cosa ti tenta, ma è proprio in quel momento che il sonno ha la meglio e crolli per rialzarti il giorno dopo e ricominciare tutto da capo.

Viso.
Social.
Denti.
Social.
Vestirsi.
Social.
Colazione.
Social.
Lavoro.
Social.
E anche se non te ne sei accorto, hai messo in borsa il biglietto del biscotto della fortuna.

- Fine -

“LO SPAZIO DEL LETTORE”

Ciao, spero che il racconto ti sia piaciuto!
E grazie per il tempo dedicato alla sua lettura.
Se ti va, lascia un commento qui sotto!



Oppure, se preferisci, contattami!
Possiamo scambiare due chiacchiere e bere un caffè online! 
Mi farebbe piacere dare un volto ad un’opinione!

CURIOSITÀ SUL RACCONTO

Ho pubblicato su Instagram un “post sperimentale” e il tema era “Com’è il vostro rapporto con i social?”.

Ahi, ahi le risposte! Un vero Far West il mondo virtuale. Come ogni cosa, ha il suo lato positivo e negativo. E l’equilibrio sta nel mezzo!

Più facile a dirsi che a farsi, bisognerebbe prendere solo ciò che ci ispira, nutre le nostre menti, ciò che ci è utile e ci fa stare bene. Ma il rovescio della medaglia si fa sentire.

La particolarità di questo racconto? L’utilizzo della 2°persona per scriverlo! Punto di vista usato [davvero] pochissimo!

Librerie a Firenze

Librerie a Firenze.
Scopri di più attraverso la mia personale esperienza – tutta al femminile – e quali librerie visitare in quel di Firenze!

Il 2 aprile ho visto l’alba mentre mi preparavo per raggiungere il treno che mi avrebbe portato a Firenze. Avevo acquistato in prevendita il libro Pura Vida di Gianluca Gotto al sito de La Piccola Farmacia Letteraria. Questo mi ha permesso di partecipare a un evento a numero chiuso per parlare del libro direttamente con l’autore e farlo autografare, ma facciamo un passo indietro.

Per raggiungere Firenze avrei potuto prendere una qualsiasi freccia anche a metà mattina, ma ho deciso di lasciare le frecce agli indiani e gustarmi il panorama viaggiando con quello che chiamo “il trenino panoramico”. La ferrovia faentina, questo il suo nome ufficiale, collega Firenze con Faenza via Borgo San Lorenzo.  Il costo è a portata di tutti [circa 12 eu] ed è un bel vedere per gli occhi visto il suo tragitto attraverso l’Appennino Tosco Romagnolo, anche se io guardo fino ad un certo punto perché poi infilo il naso dentro a un libro. Unica pecca: se siete social-addicted preparatevi perché spesso si perde la linea!

 

Incontro con Gianluca Gotto

Avete mai letto i suoi libri? Io li ho letti quasi tutti, precisamente Le coordinate della felicità, Succede sempre qualcosa di meraviglioso e Pura Vida. Mi manca solo Come una notte a Bali.

La cosa buffa è che ho sempre avuto occasione di leggere questi libri – fatta eccezione per Pura Vida – grazie ad un’amica che me li ha prestati perché sapeva che li avrei divorati in poco tempo. 

La sua scrittura è discorsiva, fluida e riesce a toccare corde emotive che non immaginavo. Potrei azzardare a dire che sia come un’iniezione di adrenalina. Una sveglia che ti dice di alzarti e iniziare a vivere, non solo lavorare. Leggere per credere!

La presentazione era prevista all’esterno di Piazza delle Murate, ma visto il temo poco clemente, ci siamo spostati all’interno di quello che abbiamo scoperto essere un ex convento, diventato poi una prigione: un bel contrasto vista la tematica del libro che parla di vita! Scopri di più sulla location qui.

Com’è stato l’incontro? Semplice proprio come è Gianluca Gotto nei suoi post e nelle sue stories su Instagam; e nel suo blog Mangia Vivi Viaggia. Ha parlato del suo libro, di meditazione, di quante scelte prendiamo ogni giorno [ben 35mila!!!], poi siamo passati a foto e autografi e quando è arrivato il mio turno, gli ho detto che leggere Pura Vida mi ha fatto venire una gran voglia di partire per la Costa Rica e gli ho chiesto dove mi consigliasse di andare: il lato caraibico senza dubbio!

Librerie da visitare in città

Come tutte le città, anche Firenze offre un bel catalogo di librerie. Io ve ne segnalo due che meritano una visita e, perché no, anche l’acquisto di un libro, soprattutto se siete alla ricerca di quello “davvero” giusto per voi!

Piccola Farmacia Letteraria

L’ho scoperta leggendo un articolo online e la curiosità mi ha spinto a visitarla nell’ormai lontano 2020, a fine gennaio. Rientrata da un viaggio di lavoro all’estero, ho incontrato un amico all’aeroporto di Bologna e siamo arrivati a Firenze nel tardo pomeriggio.
Il giorno seguente, dopo una lunga notte di riposo, ci siamo diretti in via di Ripoli 7/R ed eccola lì. Molto piccola, ogni volta che mi giravo temevo di buttare giù qualcosa con lo zaino. Ci sono tornata poi altre due o tre volte e, da brava book-addicted quale sono, ho sempre acquistato dei libri!

Sapete come funziona questa libreria? Ogni libro è accompagnato da un bugiardino che suggerisce a chi è indicato, quali sono gli effetti collaterali e anche la sua posologia. Scopri di più qui!

Todo Modo

Questa libreria, invece, l’ho scoperta per caso, girovagando per Firenze. Ricordo che mi è stata fatta notate l’insegna che io avevo [stranamente] avevo oltrepassato; probabilmente perché concentrata a cercare un posto dove mangiare. Insomma, non appena sono entrata al suo interno, sono rimasta sbalordita. Quel posto non era solo un tempio per i libri, ma anche un carinissimo bistrot: libri e cibo, ero più che colpita e affondata!

Il duo composto da Maddalena e Pietro è formidabile: li ho visti spesso alla libreria e scambiato un semplice Ciao ma adoro ciò che organizzano perché danno un grande valore alla cultura e alle persone. Sono anche gli ideatori dell’evento editoriale Testo [come si diventa un libro] che ho visitato lo scorso febbraio [leggi qui l’articolo] e hanno aperto la più piccola libreria al mondo, The Litf presso una magnifica struttura di cui vi parlerò tra poche righe.

Insomma, solo visitando queste due librerie c’è da perdere la testa e tenere sotto chiave il bancomat!

Come in Sex and the City, o quasi

Eravamo in quattro a girare per Firenze, alla ricerca di un posto, preferibilmente vegano, dove mangiare e dell’esatta location dove si sarebbe svolta la presentazione del libro di Gianluca Gotto.

Le previsioni del tempo viste al telefono erano drammatiche, ma quel giorno siamo state baciate da un debole sole perché gli ombrelli sono rimasti chiusi per quasi tutto il tempo. Ogni tanto qualche nuvolone o qualche goccia di pioggia sbucava dal nulla, ma siamo riuscite nelle nostre imprese e a girare la città come era nostra intenzione.

Non eravamo esattamente come Carrie, Samantha, Charlotte e Miranda ma ci piaceva pensare di esserlo, avvolte nei nostri piumini e con ai piedi le scarpe più comode per camminare.

Avere amicizie, coltivarle, divertirsi assieme è una vera medicina per l’anima. Abbiamo imitato le pose di alcune statue in Piazza della Signoria, abbiamo consultato qualche libro durante il nostro aperitivo da Todo Modo, abbiamo cenato in un ristorante da urlo e gustato un pasto della tradizione fiorentina: la pappa al pomodoro.

E il giorno seguente, anche se eravamo rimaste in due, abbiamo proseguito la nostra gitarella e siamo finite alla Manifattura Tabacchi e… wow!

Si tratta di un progetto di riqualificazione immobiliare che ospita diversi spazi al suo interno. Il progetto è ambizioso e vi invito a curiosare il loro sito. Il settore al momento visitabile è il B9 dove con la mia amica abbiamo gustato un buon aperitivo e dato un’occhiata ad alcune vetrine interessanti! Qui trovate tutti i “maker” di quel settore. 
Anche qui, visitare per credere!

domus-manifattura-tabacchi-17.jpg.foto.rmedium-min

Qui un riepilogo dei posti che vi invito a visitare a Firenze e dei libri che suggerisco di leggere.

Libri:

Le coordinate della felicità
Come una notte a Bali
Succede sempre qualcosa di meraviglioso
Pura Vida
[li trovi tutti nel suo blog]

Librerie:

Piccola Farmacia Letteraria
Todo Modo

Location:

Manifattura Tabacchi [B9]

SPAZIO PER IL LETTORE

Ti è piaciuto l’articolo?
Lascia un commento.

Oppure, se ti fa piacere, contattami qui per uno scambio diretto di opinioni. Sarà un piacere bere un caffè online con te!

Librerie a Venezia

Librerie a Venezia.
Scopri di più attraverso la mia personale esperienza – tutta al femminile – e quali librerie visitare nella laguna!

L’11 marzo [2022] mi svegliavo di soprassalto per non perdere il treno che avrebbe portato mia madre, mia sorella e la sottoscritta a Venezia.

Avevamo deciso di trascorrere un po’ di tempo assieme e di farlo in una delle città più belle d’Italia.

L’obiettivo di famiglia? Passare una bella giornata assieme!
L’obiettivo mio? Passare una bella giornata assieme, visitando librerie!

 [Una foto della laguna di Venezia – 11 marzo 2022]

Tempo per se stessi

Perché parlo di questo e non subito di Venezia? La risposta è molto semplice: prendere del tempo per se stessi è fondamentale per tanti motivi che variano da persona a persona. Io volevo cambiare aria, rivedere una bellissima città, trascorrere del tempo [tutto al femminile] con la mia famiglia.

E l’avventura è stata splendida dall’inizio alla fine! Non ridevo così tanto con la mia famiglia da non so quanto tempo…

Mio padre, ovviamente senza possibilità di scelta, si è ritrovato nel ruolo di autista come Morgan Freeman nel film A spasso con Daisy. Mentre noi femmine ci intrattenevamo in vivaci conversazioni, lui silenzioso ci portava alla stazione.

Ho ripreso ad apprezzare i viaggi in treno perché ho battezzato l’abitudine di leggere sempre lungo qualsiasi tragitto. Quella mattina mi sono immersa nella lettura di Cose spiegate bene di Iperborea: consiglio caldamente la sua lettura perché è MOLTO interessante [e badate, non uso il maiuscolo a caso…].

C’è stato un momento in cui ho alzato la testa e ammirato il panorama fuori dal finestrino proprio nel momento in cui ci stavamo avvicinando a Venezia. Ricordo di aver percepito una sconosciuta serenità. Ero contenta di essere su quel sedile, su quel treno, assieme a una parte della mia famiglia, ma soprattutto di essermi concessa quella gita fuori porta.
Senza lavoro, senza una prospettiva professionale, senza uno stipendio fisso, ma stranamente serena. E senza sensi di colpa…

Librerie & Artisti

Navigatore alla mano, sembravo una guida turistica che ogni tanto si voltava alla ricerca del suo gruppo, nel mio caso composto da madre e sorella. Ogni volta le trovavo ferme a fissare una vetrina, un bancarella, il menù di un ristorante o a fare l’ennesima foto ai tanti scorci veneziani; tra l’altro uno più bello dell’altro!

Scorci di Venezia - 11 marzo 2022
Scorci di Venezia - 11 marzo 2022

Quando erano indietro di pochi passi da me, tornavo a concentrarmi sul tragitto. Avevo due mete da raggiungere che mi ero prefissata. Durante il percorso, però, mi sono imbattuta in una curiosa “vetrina” scoprendo, dopo una rapida ricerca con google, che si trattava dell’associazione sportiva e culturale Soto Aqua.

Purtroppo non era aperta ma li seguo su Instagram perché propongono attività – e opportunità – interessanti.

Cito dal loro sito “Cerchiamo di resistere alla grande speculazione economica e turistica proponendo piccoli eventi: concerti, mostre d’arte, proiezioni di cortometraggi, presentazioni di libri, mercatini d’artigianato, giri in barca a remi, tornei di calcetto balilla, ping pong e cene sociali!”


 [L’ingresso dell’associazione sportiva e culturale Soto Aqua di Venezia]

La prima libreria [nonché] in cui ci siamo fermate è stata Sulla Luna, da tempo ero curiosa di visitarla.
Nel momento in cui siamo arrivate non c’era posto a sedere, ma sono comunque entrata a fare un giro e sono rimasta entusiasta di com’era: il bancone ricco di delizie, arredamento molto accogliente e libri, libri e ancora libri; in particolare testi illustrati.

L'ingresso esterno della libreria/bistrot Sulla Luna
L'interno della libreria/bistrot Sulla Luna

Mi sono ritrovata a sorridere tra me e me quanto ho preso tra le mani una versione “più grande e più illustrata” del libro L’uomo che piantava gli alberi di Jean Giono. Un caro amico mi aveva consigliato la lettura e lo consiglio anche a voi perché nella sua semplicità è una storia emozionante e potente; fa riflettere.

Tornerò di sicuro in questo posto per godermi un bel caffè e ammirare nuovamente le mensole con tutti quei libri esposti dove so che troverò qualcosa di perfetto per me! Tra l’altro, ad oggi nel loro sito, il best seller è L’albero di Shel Silverstein: e io me lo sono fatta prestare subito! Un libro per tutti, bimbi e adulti!

La meta che ero più ansiosa di raggiungere era Libreria Acqua Alta. Ho camminato lungo una calla stretta stretta e mi sono fermata ad un cancello [perennemente chiuso, penso] dove ho intravisto una parte di libreria. Stupenda! Mi sono quindi affrettata a raggiungere l’entrata principale ma quando ho svoltato l’angolo per Calle Longa Santa Formosa mi sono bloccata per la fila di gente all’ingresso, pensando per un attimo “Qui ci vuole il numero come al bancone degli affettati!“.

Nell’attesa ho sbirciato tra i libri ammassati dentro una specie di carriola, sotto gli occhi vigili di un gatto, forse un guardiano della libreria!

Il cortile esterno della libreria Acqua Alta
Il gatto "guardiano" dei libri nella carriola

Per fortuna, dopo appena cinque minuti, ero dentro! La quantità di libri al suo interno è spropositata [letteralmente, spropositata!] e penso che per ammirarli tutti servirebbe un giorno intero. Ad ogni modo, ho esplorato quel posto con occhi più che curiosi: la gondola al centro era un’originale attrazione, ma il noto cortile esterno era una vera magia; i libri dentro alle vasche da bagno? Straordinario! C’erano testi di ogni genere, oggettistica da farti perdere la testa, persino un angolino con testi “a luci rosse”.

Il loro sito parla di libri antichi, usati, fuori catalogo, persino vinili. E così era. Ho resistito alla fortissima tentazione di acquistare qualcosa e giuro che per l’intera mezz’ora che ho passato lì dentro ho resistito, ma poi ho ceduto anche se per una buona causa: fare un regalo ad un caro amico. Scopritelo qui!

L'interno della libreria Acqua Alta con i libri nella gondola
L'interno della libreria Acqua Alta con i libri nella vasca

Reduce da un acquisto, le mani di mia madre e di mia sorella rivolte al cielo come a dire “Dio, dalle la forza di non comprare ancora libri!” abbiamo pranzato e trascorso il resto del pomeriggio a girare Venezia, ammirare i suoi mille ponti e vicoletti; a fare foto e selfie.

Abbiamo ammirato dall’esterno la torre del Bovolo, camminato in piazza San Marco [dove ho ricorso quella che sembrava Susanna Tamaro, per poi fermarmi perché forse non lo era] e, stanche ma soddisfatte della giornata, ci siamo avviate alla stazione quando è accaduto l’imprevedibile…

La vetrina del negozio Armonie Venezia  [La vetrina del negozio Armonie Venezia]

Ci siamo ritrovate a fissare una vetrina allestita con prodotti artigianali a base di… libri! E niente, siamo entrate e abbiamo intrattenuto chiacchiere col proprietario e la figlia.

Io mi sono innamorata di tutte le opere da lei create che avevano come protagonisti mini libri con tanto di titolo: disposti su piccole librerie, cornici o addirittura libri, erano uno più bello dell’altro. Non potevo non comprarne uno come ricordo! La scelta è stata ardua, ma alla fine ho optato per quello che ritenevo più nelle mie corde.

 [Il mio acquisto artigianale: una mini libreria]

Valentina, all’opera con una cornice che riempirà di mini libri presso il negozio Armonie Venezia]

Valentina, l’artista di queste geniali opere libresche, è stata molto gentile da illustrarmi i suoi lavori e l’ho persino vista all’opera.

È stato bello conoscerla e scoprire il suo essere un’autodidatta che ha scelto di seguire la sua passione. Anche mia madre e mia sorella hanno fatto acquisti e, se non fosse stato per il treno che dovevamo prendere, saremmo rimaste lì dentro a fare ancora danni ai rispettivi bancomat.

Famiglia e altro ancora

Che dire su questo punto? La famiglia è quella che ci creiamo, ma quella in cui cresciamo è la prima che incontriamo e con cui sviluppiamo un legame che nella maggior parte dei casi è indissolubile. Io ho necessità di stare per conto mio, per conoscere me stessa e il mondo, ma quando torno a casa ci sto volentieri e una gita a Venezia, come quella vissuta, è stato un bel modo di stare insieme fuori dalle mura di casa. Ogni tanto anche la famiglia ha bisogno di cambiare aria.


E per quanto concerne il punto “altro ancora” dico solo che è stato piacevole prendere un caffè al ristorante Upupa Ghetto Venezia. Tutte e tre ci guardavamo intorno alla ricerca di un posto dove bere qualcosa di caldo e scaldarci – il vento quella mattina aveva la stessa temperatura del freezer di casa – e un signore è uscito dal suo locale con un gran sorriso.

Il signore: «Avete bisogno?»
Mia sorella: «Cerchiamo un posto dove bere un caffè»
Il signore: «Prego, entrate»
Mia sorella: «Questo è un ristorante però…»
Il signore: «Non vi preoccupate, entrate. Che cosa gradite?».


Caffè e dolcetti sono arrivati assieme alle inaspettate chiacchiere col proprietario che non ci ha solo accolto con un gran sorriso, ma ci ha parlato del locale e della sua famiglia. E niente, mi andava di raccontarvi questo piccolo angolo di umanità, sono più che sicura che ci siano altri tasselli altrove.
Speriamo di trovarne tanti altri, di unirli, e di ritrovare tutto l’amore del mondo.

Qui un riepilogo dei posti che vi invito a visitare a Venezia e dei libri che suggerisco di leggere o anche solo “guardare”.

Librerie:

Soto Aqua
Sulla Luna
Acqua Alta

Libri:

L’uomo che piantava gli alberi, Jean Giono
L’albero, Shel Silverstein
Dian Hanson è l’autrice del libro che ho regalato al mio amico…

Negozi/Locali:

Armonie Venezia [artigianato locale]
Upupa Ghetto Venezia [ristorante]

SPAZIO PER IL LETTORE

Ti è piaciuto l’articolo? Lascia un commento.

Oppure, se ti fa piacere, contattami qui per uno scambio diretto di opinioni. Sarà un piacere bere un caffè online con te!

I miei pregi? Pazzi e scatenati!

«Grazie per accompagnarmi a questo colloquio, sono agitatissima!»
«Tranquilla, sii te stessa»
«Facile a dirlo, credo sarà più semplice indossare una “maschera”. Un po’ come il fantasma dell’opera…»
«Ma come ti viene in mente una cosa simile?»
«Il “facile a dirlo” o la maschera?»
«La maschera! Ovvio!»
«L’agitazione mi conferisce ispirazione, forse»
«Allora dovresti agirarti più spesso!»

 

«Cosa stai ascoltando?»
«Scusa, sono giorni che Sara mi invia vocali di cinque o sei minuti»
«Sicura che non sia un audiolibro, invece?»
«Bella battuta! Me la segno, comunque no. Il tizio che frequentava l’ha piantata senza alcuna spiegazione. Che stronzo!»
«Così dal nulla le ha detto addio?»
«Ma quale addio, magari! Ha applicato la tecnica del ghosting»
«La tecnica di cosa?»
«Ghosting: quando qualcuno interrompe i rapporti all’improvviso e ignora ogni tuo contatto. Si sono visti per quasi un mese, ovviamente sono andati a letto, poi il tizio è svanito nel nulla»
«Magari il mio ciclo mestruale facesse ghosting…»
«Ma che dici? Puoi ambire a molto di più, lo sai vero?»
«Evito i casi umani, e uomini sfigati mi trovano sempre. Faccio il mio lavoro senza lamentarmi, e mi mettono di turno nel weekend. Slitto le chiamate di mia madre, e mi ritrovo la sua richiesta di amicizia su Facebook. Tu cosa dici?»
«Touchè!»

 

«Hei, non mi hai più detto nulla di tuo fratello. Le rose hanno funzionato?»
«Diciamo di sì…»
«Cioè? L’ha ripreso in casa o no?»
«Sì, ma secondo alcune condizioni»
«Condizioni? E quali?»
«Quelle che lui le ha suggerito quando…»
«Lei lo butta fuori di casa e lui ritorna ma a delle condizioni? E da quando funziona così?»
«Lasciami spiegare. Mi ha fatto vedere le rose e gli ho detto che era il modo migliore, e rapido, per arrivare al divorzio, così gli ho scritto alcune cose che deve fare per lei e assieme a lei. Lui era titubante, quasi scocciato. Gli ho ricordato la scomodità del divano dei nostri genitori… e del convivere con i nostri genitori dopo i trenta. Ha acconsentito»
«E?»
«E pare stia funzionando, so solo che è tornato a dormire lì. Che sia sul divano o a letto, questo non lo so. È troppo orgoglioso per dirmi la verità, ma pazienza…»
«E pensare che lei non ti piace nemmeno»
«Sono male assortiti, ma mia nipote al momento ha bisogno di due genitori»
«E se peggiora che fai, li separi?»
«Ho riguardato il film Genitori in trappola qualche tempo fa, ho preso appunti»
«Inquietante…»
«Il film?!»
«Tu che pianifichi separazioni…»

 

«Scusa, non ho capito. Hai chiesto a tuo padre di venire con te? Perché?»
«Te l’ho detto, avevo paura»
«Di consegnare un paio di sandali che hai venduto online?»
«Ho cancellato la chat, ma avresti dovuto sentire che vocali mi inviava…»
«Tipo?»
«Per confermare luogo e orario mi ha descritto la sua giornata»
«E?»
«Ha detto che prima del nostro incontro doveva fare la spesa, andare a un funerale, fare shopping e che non lo avessi trovato al luogo concordato per la consegna, avrei dovuto andare in un posto che proponeva lui; e ha aggiunto che se non lo vedevo non dovevo preoccuparmi perché forse tardava per via di un altro impegno – che ora non ricordo – e che se provavo a contattarlo senza risposta voleva dire che gli si era scaricato il cellulare…»
«Caspita, e tu che gli hai risposto?»
«Di trovarci al parcheggio davanti ai carabinieri»
«Non ci credo, solo a te accadono certe avventure! E poi scusa, cosa gli hai venduto?»
«I miei sandali, quelli con le cinghie in pelle»
«Sarà strano ma ha gusto, la sua ragazza sarà contenta»
«Mi ha detto che non ha la ragazza, ma che ho buon gusto»
«Ok, questo è inquietante, però mi fai morire dal ridere…»
«E pensa che io, per un attimo, ho pensato davvero di morire… nel bagagliaio del tizio però…»

 

«Eccoci arrivate»
«La vicinanza a casa è impagabile, devi ammetterlo»
«Sì, è vero, ma mi assumeranno? Sono così demotivata dal mondo del lavoro viste le ultime disavventure. E senti questa: mi hanno chiesto di elencare il mio miglior pregio, è una delle domande che dovrò sostenere durante il colloquio. Hai qualche suggerimento?»
«Te ne posso elencare sette di pregi»
«Sette?»
«Sì!»
«Tu lo sai vero che il mondo del lavoro è un Hunger Games per adulti, oscuro e crudele, in cui probabilmente mi inserirò come parte di un avamposto di disperati?»
«Ok, ne ho sei da elencare. L’ottimismo non è il tuo forte…»
«Avanti, sentiamo…»
«Sei una persona che sa ascoltare: io bypasso gli audio che vanno oltre il minuto. Trovi sempre una soluzione, a chiunque, senza badare alle simpatie; questa è empatia. Mi fai ridere con le tue disavventure e questo mi fa pensare che dobbiamo aprire un blog e raccontarle. E poi hai questo modo così calmo di comunicare alle persone, le fai star bene e in questo lavoro è fondamentale»
«Ok, elencherò tutte queste belle cose: saranno entusiasti di stringermi la mano mentre mi intimano di uscire e non presentarmi mai più alla loro porta»
«Essere se stessi non è sbagliato»
«Sei mia amica, è normale che tu dica belle cose su di me»
«Quanto sei testarda, elencalo come difetto, se te lo chiedono…»
«E va bene, dirò che i miei pregi sono pazzi e scatenati! Ci vediamo tra poco»
«Aspetta…»
«Che c’è?»
«Pensavo che non c’è nulla di male a fare un po’ come il fantasma dell’opera, sai… ricamare un po’ sopra alle cose…»
«Ma questo significa indossare una maschera!»
«Sì, ma lui ne indossava una solo per metà!»

- Fine -

“LO SPAZIO DEL LETTORE”

Ciao, spero che il racconto ti sia piaciuto!
E grazie per il tempo dedicato alla sua lettura.
Se ti va, lascia un commento qui sotto!

Oppure, se preferisci, contattami!
Possiamo scambiare due chiacchiere e bere un caffè online! 
Mi farebbe piacere dare un volto ad un’opinione!

CURIOSITÀ SUL RACCONTO

Ho pubblicato su Instagram un “post sperimentale” e il tema era “Qual è il tuo miglior pregio?”.

Le risposte sono state diverse, alcune ripetute: c’è chi ha scritto empatia, ascolto, rassicurazione. C’è chi ha espresso la capacità di far ridere o risolvere problemi altrui; e ancora, la generosità.

Ispirata dai vari commenti, ho scritto un racconto basato solo sul dialogo tra due amiche: non si sa nulla di loro, se non i pregi di una delle due.

È più facile elencare i nostri difetti rispetto ai pregi. Ogni tanto, però, fa bene anche autocelebrarsi. O che sia una persona a noi cara a farlo!

Dietro le quinte al Festival del Romance Italiano

Festival del Romance italiano
New Edition 2022

Ti racconto il "dietro le quinte" dagli occhi del team di Accademia della Scrittura

Cerco di raccontare sempre gli eventi attraverso i miei occhi e la mia esperienza, ma questa volta non mi è stato possibile; non avevo modo di andare a Milano.

Poi è accaduto l’inaspettato! Intrattenevo una conversazione con Jessica Santi, senior editor e coordinatrice editoriale di Accademia della scrittura, nonché responsabile del reparto bozze di Read il Magazine, che mi ha informato della loro partecipazione all’evento. Ho subito pensato: “Ecco il mio punto di vista o meglio, il dietro le quinte dell’evento che fa per me!”.

Conosco ormai da diversi mesi il team dell’accademia [presto vi svelerò il come e il quando!]. Abbiamo scambiato infinite email e dato volti a parole tramite una videochiamata. Il feedback su di loro?
Affiatati, preparati, affidabili. E non volevo perdere l’opportunità di vivere l’evento attraverso i loro occhi!

Ideata e organizzata dal blog letterario Il Rumore dei Libri in collaborazione con Kinetic Vibe la kermesse culturale ha avuto luogo all’interno della Gallery del Forum di Assago a Milano domenica 13 marzo 2022. Cuore del festival, riscoprire il fascino e la piacevolezza del romance italiano creando un forte legame tra autori e lettori.

Oltre 100 le presenze tra scrittori editi da importanti case editrici e nomi noti del self-publishing. Case editrici, un libraio, esperti del settore editoriale, giornalisti; e ancora blogger, youtuber, grafici, agenti letterari. Un ricco panorama a 360°!

Cos’è per Accademia della Scrittura il Festival del Romance Italiano?

[risponde Ileana Cavurina] Per l’Accademia della scrittura una manifestazione come il Festival del Romance Italiano è prima di tutto un luogo di incontro. Dopo lo strano periodo che abbiamo vissuto, la possibilità di vedersi di persona ha amplificato ancora di più la voglia di contatto. Come noi, lettori, editori e altri professionisti del settore hanno avuto la splendida opportunità di conoscersi, rivedersi e anche, magari, di stringere nuove collaborazioni. Per una realtà come la nostra, questo tipo di approccio è un valore aggiunto alle attività che proponiamo e quindi ben vengano eventi come quello appena passato.

Da quanto partecipate a questo evento e quali sono gli aspetti che rendono questo festival una valida meta sia per chi scrive che per chi legge questo genere?

[risponde Monique Scisci] È la prima volta che l’Accademia della scrittura partecipa al Festival del Romance Italiano e devo dire che l’esperienza ci ha sorpresi positivamente. L’idea era di valutare se l’evento facesse al caso nostro, per capire come muoverci in futuro. C’è da dire che come realtà, nel panorama editoriale, siamo relativamente “nuovi”; benché in questi due anni e mezzo di attività abbiamo stretto molte collaborazioni, eravamo incerti sul bilancio. L’agenzia si occupa di scrittura a 360°, ma non siamo specializzati in un genere narrativo specifico, mentre il pubblico che sapevamo di incontrare al festival è fortemente targettizzato. Invece, siamo stati travolti. I presenti, oltre a girare per gli stand in cerca dei loro autori preferiti, erano anche curiosi di scoprire chi fossimo. E le Writing Tips, ovvero il manuale di scrittura curato dal nostro docente Davide Corbetta è andato letteralmente sold-out. Per cui il prossimo anno, se ce ne sarà la possibilità, torneremo ancora più carichi.

Dal vostro punto di vista, che impatto ha il romance sul pubblico italiano?

[risponde Monique Scisci] Un impatto elevato sia dal punto di vista dell’editoria tradizionale – mi riferisco nello specifico alle case editrici – sia per quanto riguarda il self publishing. Inoltre, il romance è uno dei pochi generi letterari che su Amazon, la piattaforma indipendente per eccellenza, ricopre un ruolo decisivo a livello di vendite. Per rendersi conto di quanto è ampia la fetta di mercato che intercetta la narrativa rosa, basta guardare le classifiche. I lettori sono tanti e diventano sempre più esigenti. Il Festival del Romance Italiano, organizzato dal blog Il Rumore dei Libri gestito da Lidia Ottelli, ha riunito una parte cospicua di lettori, ma date le restrizioni dovute al Covid, non tutti hanno potuto partecipare, altrimenti ci sarebbero stati il doppio dei visitatori. Sono pochi gli eventi letterari che riscuotono un successo così ampio, e questo significa che l’interesse verso il rosa è altissimo.

Quali titoli di nuovi romanzi potete segnalare a potenziali lettori?

[risponde Monique Scisci] Dipende dai gusti, la narrativa romantica è piena di sfumature, ed è in grado di soddisfare le esigenze più disparate. Consigliamo sempre di scoprire gli autori emergenti e di non storcere il naso di fronte ai titoli indipendenti, perché si possono leggere storie meravigliose.

Come giudicate la conclusione di questo festival, per voi e per chi ha partecipato attivamente all’evento?

[risponde Ileana Cavurina] Certamente in positivo, riprendendo anche pieno possesso di questo termine che per molto tempo ha avuto un altro tipo di connotazione. Positivo perché finalmente abbiamo potuto incontrare dal vivo persone che collaborano con la nostra realtà ma non solo, abbiamo avuto la possibilità di stringere mani, scoprire volti e soprattutto imbastire nuovi progetti. Il fil rouge di questo Festival, che unisce ogni tipo di persona che ne fa parte, è la passione per i libri. L’energia che si percepiva all’interno del padiglione era febbrile, così come l’entusiasmo e la voglia non solo di esserci ma anche di guardare oltre. Siamo tornati da questo appuntamento ancora più carichi e con nuove possibilità all’orizzonte.

In sintesi, dalle loro parole, comprendo bene che si è trattato di un altro interessante evento editoriale che ha permesso di far conoscere nuovi autori, libri e connettere le persone tra di loro e instaurare nuove collaborazioni.

Forse l’anno prossimo ci sarò anch’io a girare tra gli stand per ammirare le varie copertine e leggere qualche pagina cercando il testo che più mi attrae.

Nel frattempo mi accontento di sfogliare le pagine della loro rivista “Read”, un invitante ensemble di notizie dal mondo della scrittura e vi invito a seguirli nei loro canali:




Accademia della Scrittura

Website
Instagram



Scopri la rivista
Read il Magazine
Instagram

SPAZIO PER IL LETTORE

Ti è piaciuto l’articolo? Lascia un commento.
Oppure, se ti fa piacere, contattami qui per uno scambio diretto di opinioni.
Sarà un piacere bere un caffè online con te!

La mia “full immersion” al Book Pride

Book Pride Evento Nazionale Editoria Indipendente

Ti racconto la mia “full immersion” giornaliera all’evento editoriale milanese 

Milano mi agita sempre. L’ho vissuta per anni sotto l’aspetto lavorativo e ho sempre trovato seccante scrollarmi di dosso la frenesia di quella città al rientro a casa. La sera prima della partenza ero tentata di rimandare il viaggio, ma il richiamo dei libri è stato più forte. Ho studiato il percorso nei minimi dettagli per anticipare eventuali contrattempi e, con mio stupore, tutto è andato alla grande e oltre ogni mia aspettativa.

 

Cos’è il Book Pride?

Questo evento nasce nel 2015 grazie a Odei, osservatorio degli editori indipendenti, con l’intento di mettere al primo posto l’editoria indipendente italiana;  una splendida iniziativa, questo è certo! La 7°edizione prende posto al Superstudio Maxi in via Moncucco, una ex fabbrica siderurgica trasformata in una location sostenibile. Moltitudini è il tema dell’evento, perché ogni libro racchiude un mondo. Quattro sono le macro aree relative alla suddivisione degli eventi: Alleanze, Prossimità, Vivere tutto da tutti i lati, Dediche. Con oltre 200 editori espositori, il Book Pride ha dato voce a tutta l’editoria indipendente e organizzato diversi incontri con figure note o emergenti; vive nel presente o nei nostri ricordi; come Pier Paolo Pasolini, nel centenario della nascita o Davide Toffolo, fumettista e musicista del gruppo indie dei Tre Allegri Ragazzi Morti. Suddivisi in asettiche aree, ogni casa editrice ha arricchito lo spazio con la propria collezione di libri, riviste e persino oggettistica a tema “libro”, cui era difficile resistere. Al lato opposto dell’ingresso, invece, si trovavano le varie sale per assistere agli incontri, dai nomi singolari come George Orwell, Agatha Christie, Lewis Carroll; e ancora Elsa Morante o Pablo Neruda.

La mia full immersion

Il primo incontro cui ho preso parte è stata una dedica alla scrittrice, attivista, femminista statunitense, e ancora, intellettuale nera e ribelle, bell hooks [scritto volontariamente in minuscolo da lei stessa, è lo pseudonimo di Gloria Jean Watkins] scomparsa lo scorso dicembre 2021.

Cinque scrittrici hanno raccontato l’influenza e l’impatto che questo personaggio ha avuto nelle loro vite e come leggere le sue opere abbia trasformato la loro idea di femminismo, scrittura, insegnamento e lotta.

Sono poi corsa alla sala Sibilla Aleramo per assistere alla discussione del testo Argomentare è diabolico di Roberta Covelli: giurista, collaboratrice di Fanpage e Valigia Blu. I social come forma privilegiata di comunicazione e scambio di idee da un lato, un’arma a doppio taglio dall’altra. Sono emerse interessanti esempi di come ogni conversazione sia analizzabile in termini di valore quanto di tossicità.

L’incontro che più mi interessava, però, iniziava alle 17:30 e così, dopo aver seguito i primi incontri come da programma, ho iniziato il mio “tour” tra i vari stand alla ricerca del mio Santo Graal: le raccolte di racconti.

Ogni stand era una vera tentazione. Mi sentivo come una bambina al banco dei dolciumi con una misera paghetta, un chiaro monito per ricordarmi di non comprare libri; cosa che mi ero ripromessa di non fare. Secondo voi ho resistito? Se sei curioso di scoprirlo subito, clicca qui.

 

Molte case editrici le avevo già conosciute al precedente evento editoriale Testo a Firenze, ma ne ho scoperte anche di nuove. L’atmosfera da “classica fiera” non rendeva giustizia agli espositori, ma è stato piacevole consultare la quarta di copertina di alcuni libri che ho in lista da qualche tempo. Ho persino trovato un testo che mi incuriosiva leggere da tempo [scoprilo qui] ma ho resistito all’acquisto pensando alla pila di libri da leggere che mi guarda ogni volta in tralice, con aria perplessa, dalla mensola del salotto.

Da amante dei racconti, giravo di stand in stand alla ricerca di raccolte. Mi sentivo come Terminator: analizzavo ogni copertina per trovare il libro più interessante e quando accadeva, mi fermavo a sfogliarlo.

Leggevo la storia dell’autore, la quarta di copertina, l’interno dell’aletta, poi qualche riga di una pagina aperta a caso. Ero proprio contenta di essere lì, era un’occasione per conoscere libri nuovi ma anche persone, e così è stato.

Ho conosciuto Raffaella Polverini [editore, autrice ed esperta di laboratori creativi] della casa editrice Al3vie che mi ha fornito informazioni su una raccolta di racconti di Kate Chopin, scrittrice e femminista del periodo Fin de Siècle che, nemmeno a farlo apposta, era parte degli studi che stavo portando avanti sulle radici del racconto tramite il corso di Osservatorio Cattedrale

 

È stato piacevole il modo in cui ha presentato quello che non era solo un libro per lei, ma il risultato di studi e approfondimenti della figura di Chopin, portati avanti in particolare da Anna Maria Farabbi che scrive anche un saggio all’interno della raccolta. Ho percepito la passione dalle sue parole ma sono rimasta fedele alla mia promessa, niente acquisti!

E per resistere, l’unica soluzione era fuggire. Vista la bella giornata mi sono seduta su una grande aiuola al di fuori dell’edificio e la scrittrice americana Grace Paley mi ha tenuto impegnata con alcuni suoi racconti finché non ho preso un caffè e lì è avvenuto un bizzarro incontro.

Mentre  aspettavo che si liberasse un posto a sedere, ho notato che una donna mi fissava. Dopo qualche minuto mi ha invitato a sedere con lei. Dopo due anni di sguardi furtivi e sfuggenti, quel gesto mi ha colpito ed emozionato e il fatto che fosse accaduto tra migliaia di libri lo rendeva straordinario.

Il fatto che però mi ha sorpreso di più è stato scoprire di sedere accanto a una futura libraria: Nancy, questo il suo nome, sta progettando di aprire una libreria nella città di Giarre, in provincia di Catania, entro la fine dell’estate. Abbiamo parlato, ovviamente, di libri e di alcune idee che vorrebbe realizzare all’interno della libreria. Che dire, le ho augurato un grande in bocca al lupo!

E tra una chiacchiera e l’altra, l’evento che attendevo è finalmente iniziato.
Moltitudini sparse: il racconto in Italia e la sua condizione di monade con Emanuele Giammarco editore della casa editrice Racconti Edizioni e tre autori di short stories: Sergio Oricci, Alessandro Busi e Carlo Sperduti.

L’esordio è stato esilarante. Silvia Cardinale, relatrice, chiede con tono ironico a Emanuele «Perché hai avviato una casa editrice che pubblica solo racconti, ma soprattutto, che cosa hai bevuto quella sera quando hai preso questa decisione?» e lui con disarmante sicurezza, e un tenero sorriso, risponde «Una Ipa».

Sì, perché scrivere racconti è indice di audacia, ma in quanto editore, una scelta del genere è anche molto coraggiosa. Il mercato editoriale vede ancora i racconti come una diminuzione del romanzo, quasi come se non ci fosse un pubblico a leggerli, ma in realtà un pubblico esiste eccome.
«Bisogna essere molto più abili nello spiegarli e presentarli – dice Emanuele – perché a differenza di un romanzo, per un racconto basta un’incertezza a far cambiare idea sulla sua potenzialità».

Ciò che è emerso è il costante alone di mistero che si aggira attorno al significato del termine “racconto” e alle regole che ne determinano la lunghezza. Insomma, il racconto è flessibile, versatile nell’utilizzo degli elementi narrativi, ma può essere davvero molto efficace e catturare l’attenzione del lettore anche in poche righe o solo con i dialoghi; se scritti bene conferiscono al racconto un ritmo e una musicalità che il romanzo, levati proprio! Un ottimo esempio è Colline bianche come elefanti di Ernest Hemingway.

Insomma, la mia full immersion giornaliera è andata davvero molto bene, anche se alla fine ho ceduto e un libro l’ho comprato!  

Le mie scoperte

Ecco cosa seguire, acquistare o leggere:

  • Libro: Il mio acquisto è stato Racconti” di Kate Chopin. “Ha inciso il suo pennino nelle croste malate della quotidianità sociale e relazionale, soprattutto nelle carie della comunità, in quelle radici che precludono alla donna diritti e opportunità”. Se vi interessa leggere le brevi opere di una scrittrice statunitense, considerata una delle “progenitrici” delle autrici femministe del XX secolo, questo testo fa per voi!

SPAZIO PER IL LETTORE

Ti è piaciuto l’articolo? Lascia un commento.
Oppure, se ti fa piacere, contattami qui per uno scambio diretto di opinioni.
Sarà un piacere bere un caffè online con te!

 

L’articolo è scritto in collaborazione con:
Scuola Martin Eden
“Fai salpare le tue storie”

Scuola di scrittura creativa a Padova 
Facebook & Instagram
info@martin-eden.it 

Il mio viaggio editoriale all’evento “Testo”

Testo
[Come si diventa un libro]

Ti racconto la mia esperienza dei tre giorni di questo evento editoriale 

In questo articolo parlo di:
Il 25 febbraio 2022 correvo come Alice mentre insegue il bianconiglio: stavo per perdere il treno che mi avrebbe portato a Firenze, all’evento Testo. Per fortuna, l’oramai noto ritardo di Trenitalia mi ha permesso di raggiungere Firenze in una giornata densa di nuvole e pioggia ma poco importava: stavo per entrare nel paese delle meraviglie dell’editoria!

Cos’è Testo?

Testo racconta la nascita di un libro. La sua originalità risiede nel ricrearne il ciclo di vita con un percorso in sette stazioni; ottimo richiamo alla location. Ogni stazione presenta una fase: lo scrittore, l’editor, i traduttori, i grafici, i promotori, i librai e l’ultimo, ma non meno importante, il lettore. Organizzato da Pitti Immagine e Stazione Leopolda, nasce dalla straordinaria idea della libreria Todo Modo di Firenze [che vi consiglio di visitare] gestita dal duo composta da Maddalena Fossombroni e Piero Torrigiani. L’ingresso si presenta con una gigantografia della mappa della location e la posizione di ogni area. Accanto, un’altra gigantografia mostra l’elenco di tutte le case editrici presenti: un bel modo per studiare il proprio percorso. Ovviamente, è presente anche una mappa a misura d’uomo! E per i primi 3000 visitatori, un gadget omaggio: una bellissima agenda del colore dell’evento, arancione, che sono riuscita ad accaparrarmi per riempirla di appunti sull’evento! I lunghi e ampi corridoi di Stazione Leopolda presentano tutti gli espositori con il medesimo spazio: una bellissima immagine di coesione sociale. Il programma, invece, è suddiviso tra presentazioni e incontri, gestito da un team di persone: i “capistazione”. Una figura che ho avuto il piacere di ascoltare più volte durante gli incontri, e che più di tutte mi ha affascinato per il modo di interagire e parlare di libri e social, è quella di Luca Briasco, direttore editoriale di Minimum Fax [e dal 2018 traduttore italiano di Stephen King]. Ho trovato una sua intervista da parte di IlGiornale.it che vi consiglio di leggere.

La mia esperienza

Varcata la soglia dell’evento, da lettrice e scrittrice-in-erba quale sono, mi sono sentita sopraffatta da tutti gli stand colmi di libri esposti in modo magistrale e addestrati a stare uno sopra l’altro in perfetto ordine; le copertine colorate ben in vista. La stazione Leopolda si sviluppa in lunghezza e così ho deciso di adottare il sistema del “nuotatore”: un corridoio alla volta, prima un lato, poi l’altro tornando indietro. Una tattica infallibile per non perdere di vista nessun espositore! Tra le luci soffuse, l’odore del caffè e il chiacchierio della gente, diventato un regolare sottofondo, tre sono gli elementi che più di tutti hanno catturato la mia attenzione: un inno alla cultura, una forte esigenza di trasmettere il piacere per la lettura e una voglia di riscoperta, di noi e di nuovi immaginari, soprattutto dopo un lungo periodo culturale di letargo. È stato bello, quanto confortante, girare tra gli espositori e toccare un libro, sfogliarlo, leggere le prime pagine, percepire il profumo della carta che in quel luogo risuonava come una precoce primavera. Chi era più carico di altri di entusiasmo, ti accoglieva allo stand con un sorriso che non vedevi per via della mascherina ma che percepivi dall’espressione degli occhi. E senza accorgerti, ti ritrovavi a parlare con una casa editrice che ti raccontava le ultime novità dell’editoria. Ti parlava di libri e autori da conoscere o rispolverava per te un testo che volevi rileggere da tempo. Giravi con aria curiosa e divertita, intorno a blocchi quadrati che ricordavano l’angolo di una libreria. E come Alice, persa nei boschi dai mille cartelli, speravi nell’apparizione dello stregatto per chiedergli un consiglio su quale libro acquistare! Ho seguito le presentazioni che più mi attraevano. Alcune le ho trovate davvero originali e di incredibile freschezza. Dalle 11 alle 19, ogni sala ospitava personaggi più o meno noti del mondo editoriale, che parlavano di scrittura, lettura, riviste, podcast e altro ancora; in particolare nell’ottica dei social media, elemento oramai non più trascurabile al giorno d’oggi e potente se utilizzato con astuzia. Mi sono innamorata dell’evento. Il suo debutto, impeccabile, è il risultato di una rinnovata iniziazione alla cultura, al piacere di leggere ma anche di scrivere. Ha arricchito il mio bagaglio culturale, che mai avrà un fondo, e mi ha portato a intrattenere interessanti conversazioni con alcune case editrici; una in particolare mi ha rapita per le tante antologie di racconti che pubblica [scoprila qui]. Felici del mio entusiasmo, mi hanno fatto sedere accanto a loro così da poter sfogliare qualsiasi testo volessi e permettermi di scegliere quello giusto; al momento dell’acquisto volevo abbracciare la ragazza che mi aveva illustrato con tanta passione i loro libri. Ecco ciò che rende un evento come Testo differente: l’empatia che una persona riesce a trasmettere ad un’altra, proprio come dovrebbe fare un buon libro.

Le mie scoperte

Infine, ma non da meno, ecco chi e cosa suggerisco di seguire in seguito a questa mia avventura editoriale:
  • Libreria: segui Todo Modo sui social e scoprila di persona. Non è solo una libreria, ma un posto dove puoi fermarti a leggere, studiare, e gustare un buon pranzo o aperitivo!
  • Podcast: un modo diverso di raccontare storie, usando la musica ma soprattutto il potere della voce. Segui Chora Media su Spotify e scopri cosa – e come – racconta storie di ogni tipo.
  • Libro: suggerisco “Il lavoro del lettore” di Piero Dorfles, già nella mia lista! La presentazione è stata folgorante e alla sua esclamazione: «A chi dice che letteratura e cultura sono cose noiose rispondo dicendo Ma siamo matti?» mi ha conquistato!

SPAZIO PER IL LETTORE

Ti è piaciuto l’articolo? Lascia un commento.
Oppure, se ti fa piacere, contattami qui per uno scambio diretto di opinioni.
Sarà un piacere bere un caffè online con te!

 

L’articolo è scritto in collaborazione con:
Scuola Martin Eden
“Fai salpare le tue storie”

Scuola di scrittura creativa a Padova 
Facebook & Instagram
info@martin-eden.it